Perugia. Sarà inaugurata sabato prossimo 9 luglio alle ore 16.00 nella Sala del Grifo e del Leone di Palazzo dei Priori, a Perugia, l’edizione 2016 di Art Monster & Jazz – contemporary art exhibition against discrimination, promossa e organizzata dall’ Associazione Culturale Artech in collaborazione con il Comune di Perugia e con il patrocinio della Regione Umbria e della Provincia di Perugia.
“E’ una sfida ambiziosa –ha detto il Sindaco Romizi- che vuole coniugare l’arte contemporanea e, in particolare, la nuova creatività di giovani artisti, con temi importanti e attuali come la lotta alla discriminazione. Sono particolarmente contento –ha proseguito- del fatto che artisti umbri, insieme ad artisti italiani e internazionali, abbiamo voluto trovare un momento di condivisione, per far emergere tratti identitari comuni, capaci di irrobustire il territorio. La novità di questa seconda edizione –ha, quindi, concluso il Sindaco Romizi- sarà che alcune opere in mostra entreranno poi nella disponibilità del Comune di Perugia, con l’obiettivo di valorizzare l’arte in ogni suo aspetto.”
Sulla scia del risultato della prima edizione dell’anno scorso, l’evento si svolgerà in due importanti sedi, il Centro Espositivo Rocca Paolina (CERP) e la Sala del Grifo e del Leone di Palazzo dei Priori. Presso il CERP sarà allestita la mostra collettiva, con la partecipazione di 24 artisti, partendo dal gruppo fondativo del movimento Art Monsters, al quale si affiancano altri artisti umbri, italiani e internazionali. A Palazzo dei Priori nella Sala del Grifo e del Leone saranno visibili le opere video di Fabio Galeotti, artista del gruppo Art Monsters che nella precedente edizione ha affascinato il pubblico con la sua video arte. Ed è lo stesso artista che spiega il senso della opera “Nella moltitudine”, che sarà donata al comune nel corso dell’esposizione e che si ispira alle opere del pittore olandese Johannes Vermeer, in particolare al quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”.
“Le mie opere –ha spiegato- vanno a riappropriarsi del tempo che dovremmo riacquistare. E lo faccio con video brevissimi, 30 secondi, che poi rallento con l’intenzione di mettere in rapporto l’opera e chi la guarda. Uso la tecnologia del video, ma gli faccio violenza rendendolo statico. Questa è la sfida: che possiamo imparare di nuovo ad attendere finché l’opera dura. Non siamo più abituati ad aspettare, a rallentare, a guardarsi dentro. In questo caso specifico, vado a vedere chi era la ragazza con l’orecchino di perla negli istanti immediatamente prima e dopo il momento fissato dal pittore.”
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