Gli insuccessi “Fare una cronistoria, per quanto utile a fini della cronaca, appare superfluo: tutta la nostra città è consapevole delle scelte politiche che hanno portato allo smantellamento sistematico di un sistema di servizi all’avanguardia dedicati all’infanzia. Partendo da un’inutile, se non faziosa e forzata, relazione della commissione revisione della spesa sono stati inanellati uno dietro l’altro – hanno fatto notare – una serie di insuccessi. Lo testimoniano le abbondanti critiche piovute da più parti dell’opinione pubblica. Purtroppo si è risposto spesso con superficialità e, quando questa veniva smascherata, si è passati all’arroganza o alla mistificazione. Le persone coinvolte direttamente nei servizi all’infanzia, tanto i genitori quanto gli operatori, hanno contestato con forza le scelte della giunta Romizi, senza collocazioni da una parte o dall’altra degli steccati della politica. Il benessere dei propri figli è posto al di sopra di un dibattito politico e ormai, dopo due anni di errori, pare fin troppo facile convenire che le scelte messe in campo sono state catastrofiche”.
Poco dialogo Per il Pd e i Socialisti riformisti, inoltre, “spaventa inoltre la modalità di intervento che è stata reiterata a partire dalla vicenda dei comitati mensa, passando per la vicenda del licenziamento delle educatrici degli asili nido o delle precarie che per la prima volta rischiano il lavoro, fino ad arrivare ai nostri giorni con la questione del nido di Collestrada che chiude definitivamente i battenti. L’assenza di dialogo con le parti interessate è stata accompagnata da decisioni prese quasi di nascosto e da una totale volontà di proseguire per la propria strada senza voler ascoltare le voci, i consigli, le necessità, i bisogni degli utenti e degli operatori. E se c’è stato un minimo di dialogo questo è parso solo di facciata, farsesco a detta delle persone che hanno partecipato agli incontri con dirigenti e amministratori. Pertanto oggi chiediamo che chi governa si assuma delle responsabilità precise verso i cittadini di Perugia, che i servizi in generale e quelli all’infanzia nello specifico non debbano e non possano pagare le scelte di chi oggi governa male e con paura, di chi si sottrae al dialogo, di chi promette ciò che non è mantenibile, di chi addossa le colpe a un passato sempre più lontano. Chi si è candidato a governare pensando di essere ad un talent show ora deve prendersi le responsabilità dei propri atti”.
Le criticità nel bilancio “Oggi tutte le promesse di questi anni si sono rivelate false: con il bilancio preventivo approvato in questi giorni non vi è alcuna risorsa per la ristrutturazione o la riqualificazione di una nuova struttura per l’asilo Magnolia di Collestrada, non sono presenti i fondi promessi per la stabilizzazione nel 2016 delle educatrici precarie, non sono stati ripristinati i finanziamenti per le attività didattiche e d’inclusione rivolte ai bambini di Perugia come promesso ai genitori dei comitati mensa. Per questo quadro disastroso che si è delineato e a causa del netto arretramento dei servizi educativi e all’infanzia della nostra città chiediamo le dimissioni dell’assessore esterno Dramane Waguè, non eletto in consiglio comunale ma scelta direttamente dal sindaco. L’incapacità palese e manifesta della gestione amministrativa richiede segnali forti: Perugia e i perugini non si meritano l’inadeguatezza di questi governanti”.
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