lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Banca Popolare di Spoleto, ecco Banco Desio

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

I nuovi vertici si presentano alla stampa con idee e impegni per il futuro. L'ad Cartone: "Bps sarà banca del Centro Italia". Occupazione, direzione e sede legale salvaguardate. 15 milioni per "salvare" la Spoleto Credito e Servizi

 
Regione Umbria. Arrivano i longobardi. Oggi pomeriggio (23 aprile) nella sede perugina della Banca Popolare di Spoleto, per gentile concessione dei commissari di Bankitalia, si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Banco Desio, istituto che entro l’estate rileverà le quote di maggioranza della Banca Popolare di Spoleto.

La presentazione. “Siamo assolutamente convinti di potere essere utili a questo territorio, abbiamo le energie e le professionalità per farlo”. Questo, in estrema sintesi, il biglietto da visita proposto dai vertici dell’istituto di credito brianzolo, forte di una tradizione ultracentenaria nell’amministrazione del credito e dei risparmi di famiglie e piccole e medie imprese. Proprio come la Banca Popolare di Spoleto, per la quale Desio ha in serbo grandi progetti, come ha avuto modo di spiegare il presidente Agostino Gavazzi, il quale ha fra l’altro elencato le caratteristiche che accomunano le due banche. Dopo il saluto e l’introduzione del presidente, l’amministratore delegato Tommaso Cartone ha spiegato nei dettagli l’operazione, spendendo parole di elogio per il personale e il management della Bps che Desio ha trovato una volta giunto a Piazza Pianciani. “Della competenza e professionalità di chi lavora in Bps – ha detto Cartone – ne abbiamo la miglior riprova nel fatto che la banca non ha perso clientela malgrado quest’ultimo periodo travagliato, il che testimonia la grande fiducia di cui godono dipendenti e dirigenza”. Proprio sulle risorse umane Cartone ha dichiarato l’intenzione, anzi l’impegno di Desio a mantenere i livelli occupazionali, aggiornando alcuni servizi e aprendo a trasmigrazioni di manager da e per Spoleto verso e da Desio. Ma la direzione generale e la sede legale resteranno rigorosamente a Spoleto.

L’operazione. Venendo all’operazione finanziaria, l’accordo con Banca d’Italia prevede un aumento di capitale di quasi 140 milioni, sottoscritto da Desio, che alla fine controllerà tra il 69% e il 77% delle quote Bps. Quel che più conta è il fatto che il marchio della Banca Popolare di Spoleto non sparirà, ma anzi sarà potenziato. “La Bps – ha detto ancora Cartone – sarà la banca del centro Italia. Il marchio Banco Desio scomparirà nel Lazio e in Toscana, per far posto a Bps, che sarà così più forte e riconosciuta. Come Desio disponiamo di eccesso di liquidità, che può quindi essere utile al territorio umbro e al centro Italia”. Per il momento Desio si è già sostituita a Bankitalia nel finanziamento speciale da 230 milioni, disposto da palazzo Koch per mantenere in vita Bps. Per addivenire alla definitiva acquisizione occorrerà ora attendere i tempi autorizzativi. Qualche settimana fa è stata inviata alla Banca d’Italia la richiesta ufficiale: non è azzardato supporre che entro i primi di luglio si possa assistere al versamento dei 140 milioni di euro mentre un mese più tardi, entro la prima decade di agosto, il primo consiglio d’amministrazione targato Desio potrebbe già essere nominato.

Incontri istituzionali. In attesa dei tempi legati all’ufficialità, proprio oggi i dirigenti del Banco Desio hanno avuto un colloquio con la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Allo stesso modo, nelle scorse settimane hanno incontrato alcuni imprenditori umbri e il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti.

I nuovi vertici. “Il controllo dell’azienda – ha spiegato ancora Cartone – sarà incondizionatamente nelle mani di Banco Desio, per dare le necessarie garanzie di discontinuità rispetto agli ultimi avvenimenti”. Chiaro il riferimento alle ultime gestioni, che hanno portato la banca spoletina al commissariamento. Definita anche la questione relativa alla cooperativa Spoleto Credito e Servizi, anch’essa commissariata da Bankitalia. “Ci siamo posti l’obiettivo del ripristino ‘in bonis’ della cooperativa – ha detto Cartone – e per questo la finanzieremo con 15 milioni di euro. Questa cifra dovrebbe essere sufficiente a chiudere il contenzioso con il Monte dei Paschi di Siena”. Al termine dell’aumento di capitale, alla Scs dovrebbe restare circa il 9-10% delle azioni Bps, quota con ogni probabilità sufficiente a nominare l’unico membro di minoranza degli undici componenti il nuovo board. A meno che gli altri azionisti minoritari non trovino accordi per decidere in maniera differente. Venendo al nuovo vertice, presidente designato è Stefano Lado, ora vicepresidente del Banco Desio. Il vicepresidente designato è Luciano Colombini, attuale direttore generale di Banco Desio. Il direttore generale della Banca Popolare di Spoleto sarà Angelo Antoniazzi, ora affiancato ai commissari e già al lavoro a Spoleto da circa una settimana. Non è escluso, infine, che due o tre consiglieri di amministrazione possano essere scelti da Desio tra le eccellenze del mondo dell’imprenditoria locale o tra altre personalità di prestigio che fanno comunque capo a Spoleto o all’Umbria. “Pensiamo di poter dare molto a questa realtà – ha concluso Cartone – e di essere in grado di far tornare la Banca Popolare di Spoleto alla sua condizione ante commissariamento”.

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