Perugia – “Mi duole constatare che il Pd non perde occasione per strumentalizzare ogni vicenda, anche quella umanamente più complessa, per tentare di dimostrare ai cittadini di Perugia e dell’Umbria la presunta arroganza e insensibilità della maggioranza della giunta Romizi. Ma ci vuol ben poco a dimostrare l’esatto contrario.” Chi parla è il Presidente del Gruppo Misto a Palazzo dei Priori, Sergio De Vincenzi, che tiene a motivare il suo cambio di rotta sulla questione del Progetto 18+1, promosso dal Consigliere Pd Tommaso Bori.
La vicenda – Il consigliere De Vincenzi, a proposito del suo voto favorevole al progetto in IV Commissione, precisa che “quel voto è stato espresso solo dietro assicurazione di un ‘costo zero’ per le casse del Comune, dissanguate dalle tante vicende ereditate proprio dalle ultime tre spensierate amministrazioni del Pd a targa Locchi-Boccali. Occorre qualche esempio? L’affaire Cartasegna, un Minimetrò da 12 milioni annui (poco meno di quanto il Comune spende solo per i nidi e le scuole dell’infanzia), gli ‘allegri’ affitti di strutture scolastiche concessi (con relativi subaffiti) ad associazioni come l’Arci a soli 200 euro annui. Basta o dobbiamo continuare?”. Ma il consigliere continua: “Quando mi è stato chiarito che in realtà il progetto imponeva costi aggiuntivi alle già esigue disponibilità delle casse dell’assessore Cicchi la posizione non è potuta che mutare, e non senza rammarico”.
L’opposizione – La nota del consigliere spiega che, da parte sua, non è mancato l’appoggio alle iniziative dell’opposizione, ma sempre “in un’ottica di compatibilità con le disponibilità finanziarie dell’Ente. Allora invito caldamente i cari colleghi del Pd a riflettere attentamente prima di imbarcarsi in spericolate strumentalizzazioni che, anziché danneggiare chi si pone di fronte alle questioni di governo con ponderazione, onestà e riflessione, non fanno altro che umiliare gli attori veri di quelle vicende, ovvero i ragazzi del Progetto 18+1. Ciò precisato – conclude De Vincenzi – sono certo che l’assessore Cicchi, sensibile ad ogni vicenda umana, saprà trovare idonee modalità per accompagnare i ragazzi del Progetto 18+1 nel percorso di vita che li attende, secondo le possibilità economiche e le normative proprie del suo settore. D’altra parte, come già precisato in commissione dallo stesso assessore, la possibilità di intraprendere un percorso di sostegno ai ragazzi in questione già esiste e basterà solo seguire le norme per la costituzione dei gruppi-appartamento previsti dalla Regione. Resta comunque l’amara constatazione che se le precedenti amministrazioni avessero operato con la diligenza del buon padre di famiglia, oggi i soldi non mancherebbero per tante iniziative, ma in questo caso, probabilmente, non sarebbe stato chiamato nemmeno il Sindaco Romizi a governare Perugia”.
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