I precedenti – A protestare, due anni fa, non solo residenti ma anche politici che, indignati per il prossimo trasferimento della caserma dei Carabinieri, organizzarono una manifestazione nel cuore del quartiere. A prender parte alle proteste in prima linea l’ex sindaco Wladimiro Boccali e altri esponenti del Pd, ma anche il consigliere Carlo Castori e l’onorevole Pietro Laffranco (Pdl), che sollevò la questione anche al ministro dell’Interno. Una decisione già presa e per cui, il Comune, ha potuto far poco. Tutto in nome di quella sicurezza che va garantita, motto già sentito anche durante la recente campagna elettorale.
Le promesse – L’unica richiesta da parte dei cittadini verso il Comune è quella di un impegno concreto per garantire la sicurezza del quartiere. Tra i patti stabiliti con l’ex sindaco Boccali: mantenere un presidio permanente di vigili urbani e polizia provinciale, in grado di offrire sicurezza in tutta l’area anche durante le ore notturne.
Le reazioni dei residenti – In questo contesto, ruolo importante hanno giocato i cittadini, consolidando attività di aggregazione per far rivivere il territorio contro il degrado e facendo rinascere quell’attivismo associativo tanto auspicato dall’ex amministrazione. L’impegno, a quasi due anni dal caos, aveva dato buoni risultati, come ad esempio i tanti appuntamenti di quartiere e bei momenti di aggregazione. Ma la sensazione generale, a poche ore dall’effettivo trasferimento della caserma, è quella di abbandono.
“E’ proprio grazie alla presenza della caserma, insieme alle attività di commercianti e residenti – aggiunge Cesare – che Ponte d’Oddi è un quartiere sereno. Non diciamo certo ‘no’ al trasferimento, decisione presa dalle autorità e non certo dall’amministrazione, ma chiediamo di essere informati sul futuro del quartiere. Il Circolo, da parte sua, si impegnerà a svolgere attività sociali e culturali per la crescita del quartiere”.
“La vecchia amministrazione stava lavorando insieme a noi – spiega Maurizio, il toelettatore del quartiere – per trovare soluzioni adeguate al trasferimento della caserma. Nella Giunta Romizi ci sono politici che hanno promosso e partecipato alle manifestazioni di protesta nei confronti di questa situazione. Che piani hanno per noi? Nessuno, per ora, ci ha rassicurato o ha avanzato delle proposte in merito”. Domande su domande, cui occorrerà rispondere quanto prima per spazzare via una situazione di incertezza poco gradita alla gente.
“Il trasferimento della caserma penalizzerà il quartiere – aggiungono Franca la veterinaria e Lanfranco il barbiere -, tutto il lavoro svolto sin qui, quando ci siamo attivati per sensibilizzare e chiedere alle istituzioni di impegnarsi nella sicurezza locale, che fine farà?”.
Una chiusura “morbida” – Intanto, per i primi tempi, la stazione fissa dei Carabinieri verrà momentaneamente sostituita con una postazione mobile, se non altro per informare i cittadini dell’avvenuto trasferimento.
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