Distributori h24 – Relegati e passati in sordina, almeno all’inizio in zone vicino alle stazioni ferroviarie e negli ospedali, i distributori automatici cominciano ad avere una diffusione sempre più elevata in spazi completamente automatizzati. Chi apre un negozio di distributori automatici può vendere davvero di tutto ed è per questo che per aprirne uno bisognerà misurarsi con la forte concorrenza delle attività circostanti, che hanno già una propria clientela: i negozi tradizionali: bar, farmacie. Per competere con questi concorrenti, è necessario quindi puntare sull’assortimento e sull’ampiezza della gamma di prodotti e servizi offerti, su orari di apertura più ampi e su prezzi maggiormente competitivi. Basti pensare che un caffè costa 0,60 centesimi. Inoltre, per la vendita di prodotti alimentari, è necessaria la licenza di somministrazione di bevande e cibi ma per gli altri prodotti no.
Lo sfogo di commercianti e residenti – Il distributore automatico che ha fatto nascere diverse polemiche, a poche ore dalla sua inaugurazione, è quello ai piedi delle scalette di Sant’Ercolano, nel cuore in una delle zone più riqualificate del centro storico. Localini molto frequentati, storiche attività commerciali con una nell’esperienza alle spalle, una zona pedonale da poco inaugurata è che ha subito segnato molti consensi. Il tutto con alle spalle Palazzo della Penna, cervello culturale della città e dell’Amministrazione comunale. Da sabato, lo spazio automatico dove si vendono cibi, caffè ma anche prodotti come preservativi e test di gravidanza, sembra aver interrotto un equilibrio maturato da tempo. I commercianti della zona non sembrano aver piacere della nuova struttura commerciale automatica non tanto per la concorrenza che porterebbe ma, dicono, per la “bruttezza” della neonata attività. “È una vergogna – spiega una storica commerciante dall’ingresso della sua attività trentennale di cappelli e tessuti -. Oltre ad essere esteticamente brutto, questo distributore automatico, a cosa serve, mi chiedo? I bar, le pizzerie e le altre attività qua in zona, sono sempre aperti, anche la notte. Non è questa la zona adatta a far aprire questo tipo di attività tra l’altro a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Ercolano”. Incrociamo ai Tre Archi anche due residenti che confermano di non gradire la nuova struttura. “Oltre ad essere anti estetica e inutile – spiegano – non potrebbe diventare rifugio, durante l’orario notturno, di gentaccia? Dopo tutta la fatica che noi residenti abbiamo fatto per riqualificare questa zona di Perugia e renderla viva grazie al lavoro dei commercianti, torniamo indietro?”.
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