Il furgone fermato Sono le due notte di qualche giorno fa quando una gazzella del nucleo radiomobile, in perlustrazione per le strade di Perugia, notava un furgone bianco e una fiat multipla aggirarsi con fare sospetto nel quartiere residenziale di San Marco. I militari riuscivano a fermare solo il furgone dal momento che la multipla fuggiva ad elevata velocità. Alla guida del furgone, risultato noleggiato, veniva identificato un 22enne della provincia di Napoli con precedenti di polizia che, dopo l’ispezione da parte dei carabinieri, ammetteva la provenienza furtiva dell’intero carico trasportato: circa 200 scatoloni contenenti addobbi natalizi di tutte le specie e decine di attrezzi da scasso consistenti in frullini, trapani, saldatrici, cassette multiuso per gli attrezzi. Dagli accertamenti eseguiti nell’immediatezza i militari riuscivano a risalire al proprietario della merce: un commerciante ambulante di Perugia che aveva custodito tutto il materiale all’interno del garage della propria abitazione.
L’inseguimento Nel frattempo però la centrale operativa del comando provinciale dei Carabinieri diramava a tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio le ricerche della fiat multipla datasi alla fuga che veniva intercettata in via Mentana, alle successive 4 di notte, da una pattuglia della polizia stradale della sezione di Perugia che, dopo un breve inseguimento, riusciva a fermare l’autovettura con due uomini a bordo in via dell’Infernaccio. Sull’autovettura venivano identificati due cittadini italiani, un 49enne e un 53enne, anch’essi di Napoli e con a loro carico diversi precedenti di polizia. Sul sedile posteriore dell’autoveicolo i poliziotti della stradale rinvenivano e sequestravano circa 50 scatoloni contenenti svariati articoli natalizi asportati al medesimo commerciante perugino che, avvisato dai carabinieri e dai poliziotti, accertava la presenza di segni di effrazione sulla serranda del garage, ovviamente svuotato della merce. I tre uomini pertanto venivano tratti in arresto in flagranza di reato per il reato di furto in abitazione e tradotti presso il carcere di Capanne. Il Gip, dopo aver convalidato gli arresti, disponeva la permanenza in carcere per uno della banda poiché è risultato essere stato già condannato per furto nel 2014, mentre sottoponeva gli altri due complici agli arresti domiciliari presso le loro abitazioni nel capoluogo campano.
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