martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Faita Confcommercio all’attacco dei camperisti “fai da te”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il sindacato delle strutture ricettive all’aria aperta lancia un appello ai Comuni: "La situazione è ormai insostenibile. Servono un maggior numero di aree pubbliche attrezzate".

 
Faita Confcommercio all’attacco dei camperisti “fai da te”
Regione Umbria.  Umbria sempre più alle prese con la “sosta selvaggia” dei camperisti “fai da te”, che si fermano ovunque nelle aree pubbliche non dotate di servizi adeguati ad accoglierli, con tutte le conseguenze negative connesse. Il problema è annoso,  ma nella stagione estiva diventa molto più evidente e pesante, tanto che Faita Umbria – il sindacato delle strutture ricettive all’aria aperta aderente a Confcommercio – richiama una volta di più l’attenzione dei Comuni sulla necessità di intervenire con urgenza.

Secondo la legge regionale sul turismo (13/2013), in assenza, nel territorio, di strutture all’aria aperta, i Comuni  possono prevedere aree attrezzate, riservate esclusivamente alla sosta temporanea ed al parcheggio dei camper per ventiquattro ore, estendendola fino ad un massimo di 48 ore. Aree pubbliche di sosta dotate di tutte le infrastrutture necessarie (definite dal codice della strada) – attacchi di luce, di acqua, spazi per lo scarico, etc. – da disciplinare con specifico regolamento,  ma si contano sulle dita di una mano quelli che effettivamente le hanno.

Il risultato è che i camperisti che non hanno a disposizione aree pubbliche attrezzate  e non utilizzano le strutture private, ovvero i camping  – che permettono tra l’altro anche solo di scaricare i materiali organici a costi giornalieri risibili – sostano dove capita – parcheggi, piazze, spiazzi verdi etc. –  e dunque sporcano, sfruttano  indebitamente attacchi di luce ed acqua con costi  a carico della collettività, non portano alcun introito economico e, laddove è applicata, sfuggono anche all’applicazione della tassa di soggiorno.
Secondo Faita-Confcommercio, la situazione è ormai insostenibile, per due ragioni principali. “Non è possibile parlare di turismo come risorsa fondamentale per l’Umbria – sottolinea la presidente di Faita Umbria Monica Migliorati – e poi essere così carenti sul fronte dell’accoglienza: la mancanza di aree pubbliche attrezzate è un forte danno all’immagine della nostra capacità di ricevere adeguatamente i tanti visitatori che sempre più scelgono – soprattutto durante i ponti e nella stagione estiva – di muoversi con i motorhome. Nello stesso tempo consentiamo a queste persone, che vengono portandosi tutto dietro, e quindi non creano reddito vero per il territorio perché nel territorio non spendono quasi nulla, di inquinare con l’immondizia che lasciano dietro e, causa la mancanza di controlli, lasciamo spazio a forme di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che fanno  ricettiva all’aria aperta e dei loro ospiti, costretti, loro sì, a  pagare l’imposta di soggiorno, quando è applicata. I comuni umbri che rivendicano una particolare vocazione turistica  devono fare accoglienza a regola d’arte, cominciando a predisporre i camper service, ma anche ad apporre una adeguata segnaletica.  Su questi aspetti – conclude la presidente Faita – stiamo sollecitando la loro attenzione da anni e li stiamo richiamando all’osservanza della legge: purtroppo non molto è cambiato. Crediamo  non sia più tempo d indugi, perché la situazione è incompatibile  con una immagine competitiva dell’Umbria turistica”.

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