“‘Galagol’ che condussi negli anni Novanta insieme ad Alba Parietti e ‘Pressing’ con Raimondo Vianello – ha fatto notare – furono programmi innovativi rispetto alla ‘Domenica Sportiva’, dove regnava invece una maggiore sacralità. La novità, infatti, fu quella di introdurre le donne e la componente dello spettacolo. Un’altra grande novità fu ‘Goleada’ nel 1998, quando Cecchi Gori comprò i diritti delle partite. Erano trasmissioni tecniche ma anche di intrattenimento. Poi però in questi anni non ci sono stati nuovi format, tranne forse i racconti di Federico Buffa. Questo significa quindi che o abbiamo finito le idee oppure abbiamo già fatto tutto quello che si poteva fare ma non credo che sia così”.
Civoli ha poi sottolineato l’importanza dei social network per i programmi televisivi. “Ormai è fondamentale confrontarsi con questo mondo, è un rapporto che si è fatto sempre più stretto ed è una sfida che bisogna affrontare. Ora inoltre, con la frammentazione delle partite, è molto più complesso approfondire gli argomenti tecnici”. Bernabei, infine, ha voluto fare un paragone con l’Inghilterra. “Da tempo ha deciso di fare marcia indietro per quanto riguarda le riprese negli spogliatoi nel prepartita mentre qui in Italia si continua a farle. Non tutte le partite di Premier League, poi, vengono mandate in onda quindi è necessario ripensare bene tutto il sistema, facendo magari un passo indietro sul piano dell’offerta. Il calcio è uno sport che ti fa rimanere sempre giovane anche a 100 anni e non bisogna rovinarlo”.
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