Lo straniero, una volta raggiunto, ha colpito più volte l’agente non riuscendo però ad impedire l’ammanettamento e l’arresto. In Questura si sono chiarite le ragioni di quella fuga: era un clandestino, già noto alle forze di polizia, sottoposto all’obbligo di firma quotidiana in Questura in attesa del rimpatrio. Il documento esibito era quello del fratello, regolarmente residente a Perugia, di quattro anni più giovane.
Il giovane è stato tratto in arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e false identità. Ieri mattina è stato processato per direttissima , condannato e posto a disposizione dell’ufficio immigrazione per il rimpatrio. Difatti gli agenti, diretti dal vice questore aggiunto Maria Rosaria De Luca, nei due giorni a disposizione, hanno pianificato tutto per il suo rimpatrio: un provvedimento di espulsione, un appuntamento da giudice di pace per la convalida, un passaporto ed un biglietto aereo di sola andata per Tirana e tre agenti di scorta fino a Fiumicino. In serata era già in Albania.
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