lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Giunta Romizi, tra deleghe e incompatibilità spuntano i primi mal di pancia. A destra e a sinistra

Il nuovo sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ha presentato la sua squadra in una seduta lampo del primo consiglio comunale. In attesa di scoprire le nuove carte è già scontro con l'opposizione

 
Giunta Romizi, tra deleghe e incompatibilità spuntano i primi mal di pancia. A destra e a sinistra
Perugia. Con la Giunta Romizi arrivano anche i primi mal di pancia. Da destra e da sinistra. Che la rivoluzione, dopo 68 anni di monocolore nel comune di Perugia, avrebbe destabilizzato qualcuno era chiaro, ma che sin da subito i musi lunghi sarebbero stati cosi evidenti, no. Una cosa è certa, la nuova Giunta è entrata subito nel mirino e tra applausi e polemiche non avrà vita facile.

Ma procediamo per grado.

Il sindaco ha giurato e ha mostrato di nuovo la sua grande dialettica e il grande rispetto per tutti i ruoli istituzionali, ma ha dovuto fare, subito, i conti con le prime “grane” relative alla sua Giunta. Tra presunte incompatibilità e posizioni scomode, quanto prima qualcuno dovrà fare chiarezza per non rischiare di essere accusato di conflitto d’interesse. Parliamo, ad esempio, di Teresa Maria Severini, assessore alla cultura, turismo e università, già imprenditrice di successo (Lungarotti ndr) che nell’era Boccali venne scelta come Presidente del POST dalla Regione, vista una maxi causa con il comune. Dice che non presenterà appello. Vedremo.

Al commercio e artigianato, nonché alla mobilità invece c’è Cristina Casaioli. Voluta fortemente da un pezzo di Confcommercio, era candidata nel 2009 in appoggio a Boccali. Il problema sollevato è la delega alla mobilità: sulla ztl, si sa, decidono i negozi.

Ai servizi sociali, famiglie, edilizia pubblica e pari opportunità c’è Edi Cicchi, è anche presidente della cooperativa Nuova Dimensione e del consorzio Auriga, ma valuta le dimissioni, dice.

Infine, restando tra i ‘tecnici’, c’è il prof. Michele Fioroni, a lui il Marketing territoriale, lo sviluppo economico e progettazione europea, l’arredo urbano e le aree verdi. Innegabile l’appoggio alla cugina, Anna Rita Fioroni, nelle primarie contro Boccali.

Su questo punto è intervenuto proprio il comitato a sostegno della Fioroni alle scorse primarie, smentendo quanto riportato da alcuni quotidiani locali: “Michele Fioroni, attuale Assessore in carica presso la neo Giunta del Sindaco di Perugia Andrea Romizi, – fanno sapere –  non è mai stato “capo area” del Comitato politico legato ad Anna Rita Fioroni. Il ruolo di Coordinatore è stato ricoperto dall’Avv. Francesco Caruso, membro della Segreteria provinciale del PD. Ugualmente Michele Fioroni non ha condotto alcuna campagna di “Comunicazione” per la medesima Anna Rita Fioroni, né dal punto di vista strategico e di pianificazione, né dal punto di vista operativo. Il rapporto di parentela che lega Michele Fioroni ad Anna Rita Fioroni non ha nulla a che vedere con l’esperienza politica recentemente svolta attraverso lo strumento delle Primarie dalla stessa Anna Rita Fioroni fondatrice ed esponente, anche nazionale, del Partito Democratico”.

Capitolo due. L’opposizione. Hanno parlato in tre. Prima Nilo Arcudi, socialista ex vicesindaco, dopo gli auguri di rito al nuovo sindaco per un buon lavoro ha voluto ricordare che l’amministrazione Boccali “non ha lasciato una città in ginocchio come qualcuno vuole far credere”. E ancora: “È arrivato il momento di chiudere una fase in cui è stata presa di mira una figura, quella di Boccali, contro cui sono stati utilizzati toni assolutamente fuori luogo. Deve tornare il tempo della dialettica e della sobrietà”.

Più duro il consigliere dei democrat Tommaso Bori che ha sollevato il problema delle incompatibilità degli assessori nominati e che quanto prima chiederanno “una verifica in commissione controllo e garanzia per sapere se ci sono cause ancora aperte”. E ancora, “per la prima volta – ha detto – si è arrivati a poche ore dal primo consiglio comunale, all’ultimo giorno utile per legge per definire la nuova Giunta”. “È la dimostrazione – ha concluso – che non ha vinto la destra, ma che ha vinto l’astensionismo. La bassa affluenza alle urne deve far interrogare tutti. Romizi è stato il sindaco eletto con il minor numero di voti”.

Infine è toccato a Leonardo Miccioni (Pd) – che ieri ha chiesto al centrodestra un segno di reale cambiamento: “Il Partito democratico non farà un’opposizione contraria tout-court, ma saremo propositivi e pronti a valutare senza pregiudizi gli atti che questa giunta metterà in essere, nell’interesse della città e non solo per una parte di essa”.

Bene, se queste sono le premesse, ne vedremo delle belle. Intanto aspettiamo le prossime nomine. Quella del presidente del consiglio per vedere come reagirà, in primis, l’opposizione e la maggioranza, poi. Sarà il primo scontro vero tra maggioranza e opposizione.

 

Foto by Comune di Perugia

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