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Il presidente della Repubblica Mattarella a Perugia per l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri intitolata al colonnello Gildoni

Redazione Perugia Online

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La struttura, che ospiterà il nucleo per la tutela del patrimonio culturale, porterà il nome dell'ufficiale dell’Arma originario di Città di Castello ucciso a Vicenza nel 2009 mentre tentava di riportare alla calma un uomo armato di fucile.

 
Il presidente della Repubblica Mattarella a Perugia per l’inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri intitolata al colonnello Gildoni
Perugia.  Si è tenuta oggi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini e del comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, la cerimonia di inaugurazione del nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Perugia con intitolazione della caserma al colonnello Valerio Gildoni. L’ufficiale dell’Arma, originario di Città di Castello, fu ucciso a Vicenza nel luglio del 2009 mentre tentava di riportare alla calma un uomo armato di fucile e in stato di alterazione psicofisica che si era barricato in casa. Il nuovo comando, ubicato nel centro del capoluogo umbro in corso Giuseppe Garibaldi 187, sarà attivo dal primo aprile e avrà competenza sull’intera regione con compiti di prevenzione e repressione degli illeciti per la tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico, storico e culturale.

Le attività svolte In particolare il nucleo è un reparto specializzato, posto alle dirette dipendenze funzionali del ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che svolge: su direttiva del Ministro e d’intesa con gli organi centrali e periferici del Dicastero, funzioni concernenti la sicurezza del patrimonio culturale e l’acquisizione di notizie atte a far promuovere le iniziative necessarie per la protezione del patrimonio storico, artistico e dei beni culturali; attività di prevenzione e repressione  per quanto attiene alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché al recupero dei beni culturali, del materiale scientifico e didattico inerente ai beni stessi.

La nascita del comando Le origini del comando carabinieri tutela patrimonio culturale risalgono al 3 maggio 1969, quando il comando generale dell’Arma, sulla base di una intuizione del Capo di Stato Maggiore pro-tempore Arnaldo Ferrara, determinò di costituire presso il ministero della pubblica istruzione e d’intesa con questo, il nucleo tutela patrimonio artistico. L’intendimento era quello di fronteggiare, con efficacia di strumenti ed interventi mirati, l’allarmante fenomeno della depauperazione del più grande museo al mondo: l’Italia.  La sede prescelta fu lo storico Palazzetto ideato dall’architetto Filippo Raguzzini, vivace espressione dell’architettura tardo-barocca nella storica e suggestiva Piazza di Sant’Ignazio, assai cara al cuore dei romani ed importante meta del turismo culturale. Oggi si può ben affermare che, nell’immaginario, il reparto è romanticamente identificato dalla pubblica opinione con la sua stessa prestigiosa sede.

Un’eccellenza nazionale L’Italia fu così la prima Nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore, anticipando peraltro di un anno la raccomandazione della Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco), che, da Parigi, indicava agli Stati aderenti l’opportunità di adottare varie misure volte a impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, tra cui la costituzione di servizi a ciò preposti. Anche a seguito dei rilevanti risultati conseguiti, il 20 settembre 1971 il comando generale dell’Arma stabiliva l’elevazione del reparto al rango di comando di corpo, retto da Colonnello, con alle dipendenze il preesistente nucleo tutela patrimonio artistico.

L’evoluzione nel corso del tempo Quest’ultimo, negli anni successivi, allo scopo di delineare un modello organizzativo più rispondente alle aumentate esigenze di contrasto nel particolare comparto criminale, veniva riconfigurato in reparto operativo, articolato nelle sezioni archeologia, antiquariato, falsificazione ed arte contemporanea: con decreto del ministro per i beni culturali e ambientali del 5 marzo 1992, era formalmente sancita la collocazione del Comando nell’ambito del Dicastero, così come ne venivano formalizzati funzioni e compiti, con la nuova denominazione di comando carabinieri per la tutela del patrimonio artistico, che sarà mantenuta sino all’emanazione del D.P.R. 6 luglio 2001, nr. 307. Con tale provvedimento, infine, il comando è stato inserito tra gli uffici di diretta collaborazione del ministro per i beni e le attività culturali, al quale risponde funzionalmente.

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