“Abbiamo inaugurato tre nuovi spazi per far apprendere in maniera diversa 1600 studenti – ha affermato Coccia – con il sostegno del ministero e di tre aziende che sono state colpite dal nostro modo di fare scuola. I nuovi spazi di apprendimento interessano tutta la comunità scolastica ad eccezione del lab communication, destinato ai settori grafica e comunicazione. Nella biblioweb abbiamo previsto l’utilizzo della metodologia di apprendimento e lavoro ‘debate’ sviluppata in America che aveva bisogno di uno spazio adeguato”.
“L’Itts Volta – ha dichiarato la Marini – è un esempio di come una scuola pubblica sia capace di raccogliere le sfide innovative, di metterle a disposizione dei progetti educativi e formativi dei ragazzi. Come Regione diciamo semplicemente grazie a questa scuola che ha conseguito negli anni importanti risultati sostenuta da una infaticabile voglia di cambiamento”.
Anche Borri ha sottolineato l’apprezzamento e l’appoggio di Indire. “La mission dell’istituto – ha aggiunto Borri – è quella di promuovere l’innovazione della scuola. Con questo ruolo abbiamo avviato svariate collaborazioni con le scuole d’Italia, tra queste c’è l’istituto Volta di Perugia che è tra i più innovativi del paese”. “Il percorso intrapreso con l’Itts di Perugia – ha proseguito Borri – è nato dalla volontà di elaborare un modello scolastico diverso da quello degli anni cinquanta. Lo studente non deve solo ascoltare ma deve fare attività e per questo sono necessari ambienti adatti. Non è possibile farlo se l’ambiente scolastico ti costringe a stare seduto a un banco per quattro, cinque ore. Per questo sono stati pensati questi ambienti di apprendimento”.
“Il ministero – ha sottolineato Di Maggio – trova nell’azione scuola 2.0 quella di punta del ‘Piano nazionale scuola digitale’, avviato dall’anno scolastico 2008-2009 con una serie di interventi. Non è una scuola imbottita di tecnologia, computer e strumenti digitali ma è una scuola che attraverso l’uso del digitale e della tecnologia innova il modo di fare didattica, sia dal punto di vista metodologico che organizzativo. Il finanziamento del ministero è stato un punto di partenza per l’istituto perugino che aveva già una sua storia e una presenza importante sul territorio”.
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