“Tutto ciò è diventato inaccettabile. I disservizi – ha affermato – non possono essere più classificati secondo quanto previsto dalla Carta dei Servizi Idrici 2005, che distingue eventi di forza maggiore rispetto a guasti o manutenzioni necessarie per il corretto funzionamento degli impianti; ciò anche sotto il profilo degli obblighi di comunicazione agli utenti a carico della Società erogatrice. Su quest’ultimo punto si sottolinea ancora che la società non si è mai preoccupata di fornire all’utenza un minimo di informazione e/o di comunicazione. Nessuna notizia, difatti, è stata mai affissa nella zona e tantomeno indirizzata ai singoli utenti. Informazioni e notizie necessarie per poter alleviare e/o, quantomeno, contenere il disagio derivante dall’improvvisa interruzione dell’erogazione dell’acqua potabile”.
Le improvvise interruzioni dell’erogazione dell’acqua, fa notare Calvio, “oltre che a creare grossi problemi per il venir meno di un bene così indispensabile, specie per le necessità primarie dei bambini e per la cura e l’igiene della persona, crea anche notevoli mal funzionamenti in tutte le apparecchiature di cui le nostre abitazioni sono dotate. Non del tutto trascurabile, appare, poi, la grave perdita economica per i milioni di litri di un bene così fondamentale e limitato che vanno dispersi e che sicuramente si ribalta sulle fatturazioni dell’utenza”.
Il consorzio, tenuto conto della gravità e della frequenza degli episodi, ha chiesto quindi ad Umbria Acque di intraprendere “immediati e specifici interventi radicali che possano risolvere definitivamente gli inconvenienti innanzi denunciati”, di conoscere “il totale dei costi sostenuti per le riparazioni, nel tratto interessato nell’ultimo quinquennio, a far tempo dall’1/1/2010, il piano di investimenti che la Società ha in programma per la sostituzione della rete e i tempi di realizzazione”.
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