In particolare, ieri è stata rappresentata l’evoluzione storica dell’organizzazione del servizio a partire dalla completa autogestione dei genitori, che fissavano e riscuotevano direttamente le rette presso gli altri genitori per acquistare le derrate alimentari e finanziare la didattica, fino alla completa esternalizzazione dello stesso, con esclusione dei genitori dal processo. Le due lezioni fanno parte di un ciclo universitario che, anche alla luce di quanto accade nel limitrofo Comune di Corciano, ha lo scopo di approfondire tutti gli aspetti della vicenda al fine di far elaborare agli studenti una soluzione giuridicamente sostenibile che, senza però inibire sistemi innovativi e creativi, tenga conto dei vari interessi in gioco (primo fra tutti quello qualificato dei genitori alla qualità del cibo per i propri figli) in un’ottica di vera sussidiarietà.
Il caso del Comune di Perugia in materia di refezione scolastica, infatti, a seguito delle recenti vicende che hanno visto escludere completamente i genitori dalla riorganizzazione del servizio, ha suscitato molto interesse ed attenzione anche a livello nazionale, perché si è passati da un sistema virtuoso in cui i genitori erano i veri protagonisti del servizio ad uno caotico e disomogeneo in cui ad oggi, grazie al totale appiattimento verso il basso, non gli è ancora riconosciuto un ruolo istituzionale, che sia chiaramente disciplinato da regole formali certe e condivise. L’impegno dei genitori anche nei mesi estivi è stato attivo e pro-attivo su più fronti, da ultimo mediante il contributo alla creazione di una rete mense nazionale che tramite il portale www.foodinsider.it monitora ed informa i cittadini sullo svolgimento del servizio anche in altre realtà d’Italia.
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