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L’Arco etrusco ritorna al suo antico splendore

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il sindaco Romizi ha consegnato a Cucinelli, finanziatore dei lavori, i sigilli della città. Alla sala dei Notari presenti anche la presidente Marini, l'ex sindaco Boccali, durante il cui mandato sono iniziati i lavori e il prefetto De Miro

 
L’Arco etrusco ritorna al suo antico splendore
A restauro concluso, ecco a voi l’Arco etrusco. Andrea Romizi ha inaugurato questa mattina, sabato 20 dicembre, uno dei luoghi simbolo di Perugia. Accanto a lui, Brunello Cucinelli che ha sponsorizzato i lavori necessari per il ritorno allo splendore. Il restauro è durato due anni e l’imprenditore del cachemire ha finanziato circa 1 milione e 300mila euro.

La consegna dei sigilli a Cucinelli – Subito dopo, in una cerimonia che si è svolta nella Sala dei Notari, il sindaco Romizi ha consegnato i sigilli della città a Brunello Cucinelli che con un finanziamento di 1,3 milioni di euro ha reso possibile l’intervento, e che oggi ha annunciato che finanzierà anche il restauro delle mura laterali.

Sfilata di vip – Una inaugurazione che ha visto la partecipazione di molti volti noti, proprio a sottolineare l’importanza simbolica dell’Arco etrusco. Tra i partecipanti la presidente della Regione Marini, il prefetto De Miro, i vertici degli organi periferici del MIBACT: il direttore regionale Scoppola ed i soprintendenti Di Bene e Pagano, l’assessore alla coltura del Comune Severini. Nella Sala, anche membri della giunta e del consiglio comunale, parlamentari, rappresentanti della vita istituzionale e politica di Perugia e dell’ Umbria, esponenti del mondo della cultura e dell’ economia. Ha partecipato anche l’ex sindaco Wladimiro Boccali, durante il cui mandato era partito il progetto di restauro e la cui presenza è stata richiesta dall’imprenditore del cachemire e del giovane sindaco Romizi.
Romizi ha ringraziato, oltre all’ imprenditore, anche il suo predecessore Boccali e tutti coloro che hanno lavorato al cantiere, ed ha colto l’ occasione per annunciare che il Comune pubblicherà nel suo sito l’ elenco dei beni culturali bisognosi di intervento, invitando a cogliere le opportunità offerte dall’ art bonus. “Il messaggio di Cucinelli – ha detto – è che ognuno di noi può contribuire a cambiare in meglio il territorio, ovviamente in base alle proprie possibilità. Ognuno dunque si senta coinvolto, non è questo il momento delle lamentele, non possiamo permettercele”.
“Oggi – ha commentato Brunello Cucinelli – , ammirando la sua bellezza antica e nuova al tempo stesso, crediamo che ascoltare la voce del genius loci, sia la premessa fondamentale per realizzare il miglioramento dell’uomo, e coltivare quello spirito di custodia che consente di restituire alle generazioni a venire, un valore antico: “l’Umanità. Sono certo che quel genio del nostro padre ispiratore Augusto Imperatore, se fosse qui oggi dopo 2000 anni, sarebbe ancora meravigliato dello splendore di questo monumento”.

Il restauro – Il progetto di restauro e valorizzazione dell’Arco Etrusco, il monumento più imponente e prestigioso pervenuto fino a noi dalla Perugia antica, è stato elaborato dal Comune di Perugia e dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo con i suoi organi periferici: Direzione per i Beni culturali e Paesaggistici dell’Umbria, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Umbria, e si è avvalso della consulenza strutturale dell’Ing. Arch. Massimo Mariani. Brunello Cucinelli S.p.a. ha finanziato il restauro per un importo complessivo di 1,3 milioni. L’intervento ha quindi notevole rilevanza non solo per la conservazione e valorizzazione del monumento, ma anche come esempio di sponsorizzazione privata su beni pubblici, primo in Umbria e secondo a livello nazionale al solo Colosseo. Il finanziamento ha permesso di realizzare un restauro atteso non solo dagli addetti ai lavori ma da tutti i perugini, che nell’imponente monumento hanno sempre visto un tratto dell’ identità cittadina.

L’Arco etrusco – Detto anche l’ Arco di Augusto è una delle porte principali che si aprono nella cinta muraria etrusca della città. Rivolta verso settentrione, è costruita con volta a tutto sesto, con duplice ghiera di conci. Sopra l’arco corre un fregio a rilievo con pilastrini scanalati, capitelli del tipo ionico-italico e scudi. Le iscrizioni sull’arco Augusta Perusia e Colonia Vibia furono aggiunte in età romana: la prima dopo l’incendio di Perugia del 40 a.C. a seguito della conquista della città da parte dell’imperatore Augusto, di cui rimangono estese tracce sulla superficie di molti blocchi; la seconda dall’Imperatore umbro Vibio Treboniano Gallo (251-253 d.C.). Il restauro ha messo in evidenza tracce di colore rosso nelle lettere di Augusta Perusia a indicare la presenza della rubricatura della scritta, che così era visibile anche da lontano.
La porta, fiancheggiata da due enormi torri di forma trapezoidale, è costruita in opera quadrata con blocchi di travertino,di provenienza locale, disposti in filari regolari a secco. Tra le sei porte cittadine, è l’unica a non aver subito forti modifiche, se non per la costruzione, nel torrione di sinistra, di una graziosa loggia rinascimentale, collegata al palazzo contiguo, oggi sede della Soprintendenza dell’Umbria. Anche la fontana in basso venne aggiunta nel cinquecento.

I lavori – L’intervento ha interessato la porta e i bastioni, per un totale di circa mq. 1400, esclusi il retro prospetto e il sottarco, già oggetto di un primo stralcio realizzato nel 2012 con fondi pubblici e privati. Sono stati eseguiti i rilievi plano-altimetrici e tematici, le indagini strutturali (endoscopiche, petrografiche, termografiche, etc.), le verifiche statiche, le mappature del degrado e delle fasi cronologiche di costruzione e dei precedenti restauri, propedeutiche all’intervento complessivo. Le indagini strutturali hanno portato alla esclusione di dissesti in atto ed a una diagnosi rassicurante sullo stato di conservazione dell’arco, escludendo qualsiasi intervento di consolidamento statico.
Il restauro, comprendente la rimozione della vegetazione infestante, la pulitura delle superfici con varie tecniche appositamente testate, la rimozione dei depositi dovuti ad agenti inquinanti, le stuccature e le integrazioni delle lacune, si configura, essenzialmente, come operazione manutentiva straordinaria che ha migliorato sia la conservazione del monumento sia il suo aspetto, senza modificarne sostanzialmente l’immagine storica consolidata nel tempo.

 

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