martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

L’Assemblea legislativa dell’Umbria dice “no” a nuovi inceneritori

Redazione Perugia Online

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Con 18 voti favorevoli è stata approvata una mozione bipartisan che impegna la Giunta a schierarsi contro la decisione del Governo di realizzare un'altra struttura nella regione. Il M5S si è astenuto, contrario invece "Umbria più uguale".

 
L’Assemblea legislativa dell’Umbria dice “no” a nuovi inceneritori
Regione Umbria.  Con 18 voti favorevoli: Pd, Socialisti, ‘Ricci presidente’, Lega nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia, l’astensione del Movimento 5 Stelle (2) ed il voto contrario di Umbria più uguale (1), l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato una mozione bipartisan in tema di rifiuti, che impegna la Giunta regionale a ribadire “contrarietà alla realizzazione di nuovi impianti di incenerimento in Umbria; ad attivarsi per dare tempestiva attuazione alle previsioni del Piano regionale dei rifiuti, riferendo all’Assemblea, con cadenza trimestrale, riducendo progressivamente il conferimento nelle discariche fino alla definitiva attuazione della direttiva comunitaria in tema rifiuti, che ne prevede la chiusura”.

Nell’atto – che ha integrato un documento  analogo presentato inizialmente dai consiglieri regionali del centro destra e liste civiche ed illustrato in Aula dal portavoce Claudio Ricci – concordato da tutti i firmatari, si valuta “impattante e non in linea con la programmazione regionale” la decisione del governo nazionale relativa alla “possibilità di realizzazione in Umbria di un nuovo inceneritore”.

L’astensione del Movimento 5 Stelle è stata spiegata dal capogruppo Andrea Liberati: “Mozione troppo timida – ha detto – perché non basta dire ‘no’ all’inceneritore e non spiega come ridurre il conferimento in discarica, come pure alla riconversione all’ampliamento autorizzativo e alla modifica del combustibile attualmente in uso presso gli impianti di Terni. Il Piano regionale dei rifiuti non prevede  un distretto ‘Zero Waste’ a valle del trattamento biologico, una filiera corta del riciclo in grado di generare centinaia di posti di lavoro”.

Giuseppe Biancarelli (Upu) ha rimarcato che “non si possono affrontare argomenti di questa portata con poche righe di un documento dove tra l’altro scompaiono parole legate alla strategia di rifiuti zero. E poi non si dice nulla sul Css, sul suo utilizzo e dove potrà essere smaltito”.

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