martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Licenzia un dipendente e gli estorce del denaro, nei guai un commerciante

Redazione Perugia Online

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L'uomo ha trattenuto mille euro dalla retribuzione spettante al lavoratore (4000) ma è stato beccato in flagranza dai carabinieri. Arrestato, è stato rimesso in libertà in assenza di esigenze cautelari.

 
Licenzia un dipendente e gli estorce del denaro, nei guai un commerciante
Perugia.  I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Perugia e quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia hanno proceduto all’arresto in flagranza di estorsione di B.M. 55enne commerciante, con residenza e attività nella zona industriale di Corciano, ai danni del proprio dipendente M.A. 22 enne di Perugia. L’arresto è avvenuto all’interno di un istituto di credito della periferia perugina, dove il commerciante si era recato insieme al giovane lavoratore per negoziare l’assegno costituente il saldo delle retribuzioni comprensive del trattamento di fine rapporto.

Il commerciante al momento di negoziare l’assegno, dopo aver fatto firmare il giovane per quietanza, si è trattenuto una quota della somma, subito versandola nel conto bancario dell’azienda. Immediato l’intervento dei militari appostati all’interno della banca, che hanno assistito all’intera azione e che, dopo rapidi accertamenti contabili, hanno tratto in arresto il prevenuto. Gli stessi operanti hanno inoltre proceduto nell’immediatezza al sequestro dell’assegno, dei documenti comprovanti l’operazione effettuata, nonché del conto corrente dell’azienda, da cui è emerso che dalla retribuzione di oltre 4000 euro spettante al lavoratore, era stata trattenuta indebitamente una buona parte di essa,ammontante ad oltre 1000 euro. 

La triste vicenda ha avuto origine con la denuncia sporta dal lavoratore presso il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia, dove lo stesso si era rivolto a seguito delle minacce proferite dal proprio datore di lavoro che, dopo le sue rimostranze per la mancata fruizione dei riposi settimanale e delle ore di straordinario mai retribuite, per tutta risposta lo aveva licenziato su due piedi. Ma non contento di questo lo stesso datore di lavoro lo aveva indotto a seguirlo in banca per riscuotere l’assegno delle sue spettanze di fine rapporto e di riconsegnargli 1000 euro in contanti, con la minaccia che altrimenti non gli avrebbe dato alcunché, prospettandogli quindi un lungo contenzioso, insostenibile per il lavoratore.

Il giovane, in precarie condizioni economiche poiché ritrovatosi disoccupato e già con due bambine a carico, aveva finto inizialmente di cedere alle minacce del suo titolare, rivolgendosi invece ai Carabinieri del Nil di Perugia rappresentando i fatti e chiedendo la tutela dei propri diritti. I militari del nucleo, dopo i preliminari accertamenti sulla ditta, risultata peraltro intestata alla madre 90 enne, ma di fatto gestita “in toto” dal prevenuto, si sono affiancati a quelli della speciale sezione di Polizia giudiziaria della Procura perugine per le successive operazioni di pedinamento e cattura del malvivente.

Questo nel corso degli accertamenti è risultato inoltre essere gravato anche da altri precedenti penali. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria residenza a disposizione dell’Autorità giudiziaria, la quale nei giorni seguenti ha convalidato l’arresto e, in assenza di esigenze cautelari, lo ha rimesso in libertà. L’operazione ha consentito di contrastare, grazie alla puntuale denuncia e alla coraggiosa collaborazione della vittima, questo odioso meccanismo di sfruttamento ai danni dei lavoratori, costituito appunto dal costringere i dipendenti a sottoscrivere per quietanza i prospetti di paga e gli altri documenti contabili, in maniera tale da precostituire artificiosamente prove di un pagamento mai avvenuto o, come in questo caso, avvenuto solo in parte.

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