lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Massimo Marianella in “Dove ti porta il calcio”

Il telecronista di Sky presenta il suo libro (scritto con Letizia Conte) al Blitz Cafè insieme al fido Lele Adani

 
Perugia.  Massimo Marianella e Lele Adani sono una delle coppie di telecronisti più conosciute e apprezzate di Sky Sport. Secondi solo a Fabio Caressa e Beppe Bergomi come notorietà (nei cui confronti però tendono a farsi apprezzare per la maggiore preparazione tecnica e la minore tendenza a sconfinare nel protagonismo), hanno commentato insieme quest’anno diverse partite di Champions League.

Il libro – I due erano ieri (sabato 4 luglio) a Perugia nell’ambito del festival del calcio per presentare il libro di Marianella “Dove ti porta il calcio (Tour d’Europa attraverso gli stadi)”, scritto a quattro mani con Letizia Conte, anche lei presente. Moderava Roberto Renga.
Al di la del libro in sé, una specie di guida turistica legata al mondo del pallone (vengono recensiti 43 stadi in 11 città e musei, cattedrali, alberghi, ristoranti, trasporti che si trovano nei paraggi), che comunque appare un prodotto abbastanza da addetti ai lavori (anche perché molti dei luoghi descritti, per ammissione dello stesso Marianella, non sono affatto economici), è stato interessante ascoltare i due conversare di aneddoti e retroscena riguardanti il proprio affascinante mestiere.
Gli aneddoti di Marianella – Sono emersi infatti dalla chiacchierata molti dettagli interessanti: Marianella (che a 49 anni fa questo lavoro da una vita ed è un eclettico: lo ricordiamo a commentare anche tennis e baseball) ha ad esempio raccontato della sua evoluzione da telecronista, di come abbia analizzato in maniera meticolosa quelli che considerava i suoi limiti ed errori appuntandoseli su un taccuino e correggendoli uno ad uno, ha dato un suo parere sulle pronunce dei nomi dei calciatori “Bisogna cercare di fornire la pronuncia corretta, ma senza esasperarla”, si è detto infastidito dai colleghi che tendono a prendere troppo spazio per sé durante la telecronaca (frecciata a Caressa?) e ha narrato di quando, in un ristorante di Parigi insieme a Marcello Lippi (reduce dalla vittoria ai mondiali del 2006 sulla panchina dell’Italia e che tentava allora la carriera da commentatore), l’ex ct ricevette un grande tributo dai francesi nonostante li avesse sconfitti ai rigori nella finale di Coppa del Mondo solo pochi mesi prima.
La “visione dal campo” di Adani – Adani, che si è reso recentemente famoso per il “gran rifiuto” opposto a Roberto Mancini, che lo aveva chiamato come suo vice all’Inter, è invece considerato da molti, a 40 anni, un astro nascente del commento tecnico, cui si è dedicato una volta appese le scarpette al chiodo, dopo una discreta carriera da calciatore (a Brescia, Firenze e Milano sponda nerazzurra le sue esperienze migliori).
Visti anche i suoi trascorsi è stato in grado di fornire a chi ascoltava una visione più “dentro il campo”, sostenendo ad esempio: “Giovanni Trapattoni è stato il miglior allenatore che ho avuto, favorisce la crescita individuale di ognuno dei suoi calciatori; Mancini invece ha un feeling invidiabile coi grandi campioni”; “Il primo esempio di 4-2-3-1, che ora va tanto di moda, io l’ho visto nell’Empoli di Silvio Baldini”; “Non credo alla teoria dell’allenatore in campo, data la diversità dei ruoli l’esperienza si acquisisce con la gavetta, poi ci sono le eccezioni, tipo Guardiola”.
I saluti – Un’ora di dibattito molto interessante quindi, al termine della quale i due ringraziano tutti e se ne vanno a spasso per il centro. Peccato che non risentiremo i due commentare la Champions il prossimo anno, dato che Sky ha perso i diritti a favore di Premium (dopo aver mollato anche quelli della Premier League) ma siamo sicuri che l’azienda saprà trovargli una collocazione adeguata, magari dirottandoli sul campionato italiano, che dopo diversi anni di magra sembra in procinto di riconquistare un ruolo centrale nelle gerarchie calcistiche del vecchio continente.

 

Foto Armando Allegretti

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