martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“Miracolo” dell’equipe multidisciplinare del Santa Maria della Misericordia: eseguito un delicato intervento su un neonato

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il bimbo subito dopo la nascita presentava un distress respiratorio, causato da un'ernia al diaframma. Da qui la corsa all'ospedale dove è stato ricoverato per 50 giorni ma ora i giovani genitori possono tirare un sospiro di sollievo.

 
“Miracolo” dell’equipe multidisciplinare del Santa Maria della Misericordia: eseguito un delicato intervento su un neonato
Perugia.  Francesco oggi è stato dimesso dopo 40 giorni di ricovero presso l’unità di terapia intensiva neonatale del Santa Maria della Misericordia. “I primi venti giorni sono stati un incubo – raccontano i genitori, Giuseppe e Maria Letizia all’ufficio stampa dell’azienda ospedaliera di Perugia – i medici erano prudenti sulle possibilità  di sopravvivenza del nostro bambino, perché la malformazione aveva causato un danno all’apparato cardio-respiratorio. Ci hanno aiutato la fede e la convinzione di poter contare sulla professionalità dei medici e personale infermieristico. Solo quando  i parametri vitali hanno mostrato un graduale miglioramento, il nostro cuore  finalmente si è allargato”.

Giuseppe è arrivato a metà mattina da Trapani, appena poche ore prima delle dimissioni del figlio: lì in Sicilia ha un lavoro ed è lì che ha conosciuto Maria Letizia, originaria di Umbertide. I casi della vita: Giuseppe ha frequentato l’Università a Perugia, ma solo qualche anno dopo essere tornato a casa ha incontrato la donna della sua vita. “Maria Letizia ed io non abbiamo mai dubitato che Francesco dovesse nascere a Perugia, per l’importanza della  struttura, poi ha influito anche il fatto che mia moglie potesse  avere l’assistenza della sua famiglia, che vive ad Umbertide”. La gravidanza era scorsa regolarmente e alla nascita bambino pesava  3.900 Kg, ma subito ai primi controlli presentava un distress respiratorio, causato da un’ernia al diaframma. Una diagnosi che non ammetteva alternative: il bambino doveva affrontare un delicato intervento chirurgico per una malformazione rarissima. L’incidenza della patologia è quella di un caso ogni 5000 nati.

L’equipe composta da  chirurghi pediatri, anestesisti e neonatologi decideva di eseguire l’intervento nello stesso reparto dove il bambino era ricoverato, “perché non era possibile il trasferimento in sala operatoria per la complessa e particolare strumentazione di supporto ventilatorio,  necessaria in questi casi, apparecchiatura in dotazione solo presso la terapia intensiva neonatale” dice il Dr Marco Prestipino, che ha eseguito come primo operatore l’intervento chirurgico. “Per procedere alla  riparazione della malformazione – aggiunge – avevamo due soluzioni: utilizzare una protesi, che avrebbe dato maggiori probabilità di successo tecnico-chirurgico, ma non identiche garanzie di regolare sviluppo del bambino, oppure tentare la ricostruzione del diaframma utilizzando lo scarso tessuto muscolare disponibile. Abbiamo optato per la seconda con un rischio di insuccesso assai più elevato, ma restituendo al bambino tutte le chances di una vita normale senza protesi”.

Quattro ore di intervento, con il contributo dell’anestesista Simonetta Tesoro, dei neonatologi Daniele Mezzetti, Maurizio Radicioni e Cristiana Germini e degli altri componenti l’equipe chirurgica  Berardino Melissa e Niccolò Nardi, Stefano Capezzali e Francesco Alberati, ma per Francesco si è dovuto aspettare più di due settimane per sciogliere la prognosi . “In quel periodo  il  monitoraggio è stato h24 ed essenziali le terapie farmacologiche”, ricorda la dottoressa Francesca Di  Genova, che si è alternata nell’assistenza del bambino.

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