Stiamo parlando del cosiddetto “Mondrian Park” che sta sorgendo tra la stazione Fontivegge e via Sicilia, li, in quella zona che per tanto tempo è stata oggetto di lavori e di riqualificazione.
Molte sono state le ipotesi avanzate in queste ore, ipotesi che vanno da quelle più semplici a quelle più complesse e articolate. Tante ipotesi e presunte soluzioni che hanno però fatto perdere di vista il reale problema. Cosa verrà realizzato veramente in quel fazzoletto di asfalto una volta terminati i lavori?
Polemiche a parte, tra Scarponi (Ncd) e Bori (Pd), la rete ha messo in piedi un’opera così fantasiosa in grado da tenere banco ai migliori sceneggiatori hollywoodiani. Siamo passati a parlare di presunti skate park con tanto di rampe che sorvolavano le teste degli automobilisti in coda nell’oramai realizzata “chicane” a dei ‘monoliti’ (in cemento) in bella vista per i virtuosismi dei writers perugini e non.
Si è persa di vista la reale opera. Dando uno sguardo al progetto originario, il “Potenziamento e messa in sicurezza dei percorsi pedonali esistenti tra le zone Fontivegge, Via Cortonese e via Pievaiola, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità pedonale alla stazione del Minimetrò a Fontivegge”.
E in effetti è proprio in questo progetto, originario, che si inserisce anche la realizzazione del “Mondrian Park”, idea nata anche grazie all’aiuto degli studenti dell’accademia di Belle Arti Pietro Vannucci. Nessuna rampa, quindi, anche se nella bozza iniziale del progetto qualcosa del genere era previsto.
Il progetto (finanziato con fondi europei), dunque, fugando ogni dubbio, prevede un parco urbano con una pavimentazione, suddivisa in grossi quadrati che verranno colorati e questi oramai famosi ‘menhir’ di cemento a disposizione dei writers.
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