E all’ecologia e all’ambiente è dedicato il Festival europeo della poesia ambientale, che si terrà online venerdì 22 maggio dalle 18.00 alle 20.00. Un’aula virtuale, dunque, quella in cui interagiranno, leggendo i propri versi ispirati all’ambiente, diciotto poeti, di cui nove italiani e nove di altrettanti Paesi del continente europeo. Lo faranno, poeti della levatura di Antonella Anedda, Mario Baudino, Stefano Carrai, Donato Loscalzo, Valerio Magrelli, Eleonora Rimolo, Francesca Tuscano, Marco Vitale, Giancarlo Pontiggia – tra gli italiani – e del calibro di Laure Gauthier, Vyacheslav Kuprivanov, Eliza Macadan, José M. Lucìa Megìas, Marion Poschmann, Gerda Stevenson, Charis Vlavianòs, Jaroslaw Mikolaiewski, Antonio M. Pires Cabral – che si collegheranno da vari Paesi del continente europeo, dalla Spagna e dal Portogallo alla Grecia e al Regno Unito e che saranno accompagnati dalle note del pianista Alessio Sorbelli – per scuotere le coscienze e le corde della sensibilità grazie alla partecipazione emotiva, che agisce là dove non arriva (e si esaurisce) la ragione.
La questione ambientale, di un’attualità stringente, come confermano le temperature largamente sopra la media registrate negli ultimi mesi, è divenuta, ormai una priorità. Ma, secondo i promotori del Festival europeo della poesia ambientale – European green poetry festival, i direttori, i redattori e i collaboratori delle riviste Insula Europea e Sapereambiente, questa questione ‘non riceve, nonostante i ripetuti allarmi, le dovute attenzioni. Ci prova la poesia a riportare l’attenzione generale sulla tutela della casa comune, attraverso la voce di nove autori italiani e nove di altrettanti Paesi europei che hanno deciso di unire i propri versi per scuotere gli animi e lanciare una richiesta d’azione a salvaguardia della biosfera’. Lo stesso messaggio e la stessa attenzione verso l’ecologia possono essere, d’altra parte, ravvisati nel ciclo di incontri che si è tenuto alla biblioteca di San Matteo degli Armeni dal 16 maggio al 12 dicembre 2019, ciclo di incontri, dal titolo ‘A scuola di ecologia’, promosso da Sapereambiente insieme ad Arpa Umbria e con il patrocinio del Comune di Perugia e dell’Università degli Studi di Perugia. Economia circolare, sostenibilità, clima, biodiversità, energia, i temi trattati in collaborazione con Aboca e con la partecipazione della rivista Insula Europea e del gruppo di comunicazione Green Factor, temi che hanno guardato anche, ancora una volta, alla letteratura ambientale.
‘Siamo arrivati a un punto – affermano i direttori delle due testate organizzatrici, Carlo Pulsoni (Insula Europea) e Marco Fratoddi (Sapereambiente) – in cui non si può più ignorare quanto accade all’ambiente, alla nostra convivenza globale in un pianeta stressato e surriscaldato, nel quale il depauperamento delle risorse ecologiche favorisce squilibri sistemici come quello che ha portato al salto di specie del Sars-Cov-2. Ma se gli argomenti della ragione non bastano a far sì che si prendano provvedimenti concreti, proviamo con quelli della produzione emotiva, della lirica contemporanea. Dimostrando ancora una volta come la poesia rappresenti, oltre che un terreno di espressione artistica, un importante strumento d’intervento nella realtà’.
Lo stesso Montale si chiedeva se la poesia fosse ancora possibile. Di certo può far muovere il lettore, non solo rispetto a un ‘testo pigro’, ma anche rispetto a una questione che chiede di essere attivata con spirito critico e capacità di intervento coscienzioso. Lo sanno bene Angiola Codacci Pisanelli, caposervizio de L’Espresso e la giornalista e studiosa Ilaria Dinale, specializzata nel rapporto fra poesia e nuovi media, che condurranno l’evento in streaming sui siti e nei canali social di Insula Europea (www.facebook.com/insula.europea) e Sapereambiente (www.facebook.com/saperenetwork).
‘L’anguilla, la sirena / dei mari freddi che lascia il Baltico / per giungere ai nostri mari, / ai nostri estuari, ai fiumi / che risale in profondo, sotto la piena avversa, / di ramo in ramo e poi / di capello in capello, assottigliati, / sempre più addentro, sempre più nel cuore / del macigno, filtrando / tra gorielli di melma finché un giorno / una luce scoccata dai castagni / ne accende il guizzo in pozze d’acquamorta, / nei fossi che declinano / dai balzi d’Appennino alla Romagna; / l’anguilla, torcia, frusta, / freccia d’Amore in terra / che solo i nostri botri o i disseccati / ruscelli pirenaici riconducono / ai paradisi di fecondazione; / l’anima verde che cerca / vita là dove solo / morde l’arsura e la desolazione (…)’. La poesia sopravvive, al di là di tutto. E la sua salvezza, forse, è legata alle forze istintive e biologiche della natura.
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