lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Omicidio Meredith, la conferenza di Raffaele Sollecito: ero un sequestrato, ora sono libero

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

La sua verità nel corso di una conferenza a Roma: "Sono stato additato come un assassino senza uno straccio di prova. La mia famiglia è stata fatta a pezzi, sbriciolata. Non è vero che non mi aspettavo questa sentenza: doveva finire così"

 
Omicidio Meredith, la conferenza di Raffaele Sollecito: ero un sequestrato, ora sono libero
Perugia. Ha raccontato la sua verità Raffaele Sollecito nel corso della conferenza stampa tenutasi lunedì mattina a Roma all’indomani della sentenza definitiva di assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher. “Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato: senza il loro supporto non avrei avuto la forza di arrivare fino a qui. Ringrazio in particolare mio padre, i miei avvocati e i miei familiari – ha sottolineato innanzitutto Sollecito -. Mi sento come un sequestrato tornato alla libertà. Il mio sequestro à stato insopportabile. Sono stato additato come un assassino senza uno straccio di prova. La mia famiglia è stata fatta a pezzi, sbriciolata. Non è vero che non mi aspettavo questa sentenza: questa sentenza doveva finire così”. “Questa ferita non si rimarginerà mai, purtroppo – ha continuato -. Ringrazio i giudici che mi hanno risarcito di tante sofferenze, la ferita non smetterà mai di sanguinare, non si cicatrizzerà mai. Sono completamente estraneo a tutta questa vicenda. Il dolore è ancora presente, se guardo l’esito finale, la giustizia ha funzionato. Ma sette anni e cinque mesi per arrivare alla assoluzione definitiva sono davverotroppi”.

Il rapporto con Amanda – Sollecito ha poi parlato di colei che ha condiviso con lui questi otto anni di inchiesta, Amanda Knox. “Il mio rapporto con Amanda – ha spiegato – era una semplice storia d’affetto tra due ragazzi. Auguro ad Amanda ogni bene, forse scriverò un libro, ora voglio dimenticare. L’ho sentita di recente, ci siamo scambiati gli auguri e siamo entrambi molto felici. Anche lei ha festeggiato con la famiglia e la telefonata si è chiusa con tanti auguri reciproci per la nostra nuova vita”. “Non so se ci vedremo in futuro, ma non ho questo desiderio imperterrito di vederla – ha concluso -. La nostra è rimasta un’amicizia come tantissime altre e sulla nostra relazione non c’è alcun alone cupo, come è stato detto da molti”.

L’avvocato Buongiorno –  “Non accetto mai più di essere definito assassino e mi tutelerò nelle sedi opportune nel caso ce ne fosse bisogno”, ha ribadito Sollecito. L’avvocato Bongiorno ha, quindi, aggiunto che quello di oggi è “un contributo che vuole dare Raffaele, una sua dichiarazione, che vi darà contezza del suo stato d’animo. Non è una conferenza tecnica. Non intendiamo rifare il processo; questo è un incontro con i giornalisti, visto che altrimenti non lo lascereste continuare a vivere. Non intendiamo parlare di tecnicismi”. “Valuteremo le istanze relativamente all’ingiusta detenzione – ha continuato l’avvocato -, ma non ci sono sentimenti di vendetta nell’animo di Raffaele. Non cerchiamo vendette verso giudici chehanno sbagliato. E’ sbagliato pensare che andremo a frustare i giudici. La responsabilità civile è un istituto serissimo, non va esercitato con spirito di vendetta, non ci sono allo stato iniziative di questo genere”.

I Kercher – Raffaele ha voluto anche spendere una parola per la famiglia di Meredith, i Kercher. “A me dispiace che la famiglia di Meredith sia delusa dalla sentenza – ha dichiarato -. Questa sentenza è la verità processuale che stavolta è coincidente con i fatti. Io non ho nulla a che fare con il delitto. Meredith la conoscevo pochissimo, non avevo motivi per avere astio e rendermi partecipe di un delitto orribile. Spero che loro riconoscano questa verità dei fatti. Guede non lo conosco affatto”.

Rudy Guede – L’avvocato Luca Maori, che ha difeso Sollecito insieme a Giulia Buongiorno, ha citato anche l’unica condannato per l’omicidio di Meredith, Rudy Guede. “L’omicidio di Meredith – ha sottolineato – è avvenuto esclusivamente per mano di Rudy Guede che sta scontando una condanna bassissima, è lui che deve far sapere” alla famiglia Kercher “la verità dei fatti”.

 

 

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