Perugia – Dopo l’operazione “Mama Boys”, culminata con la cattura e l’espulsione di 6 nigeriani, tutti attivamente dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti davanti ed all’interno di un noto negozio etnico di Via Curtatone e Montanara (Fontivegge), gli agenti della Squadra mobile hanno consolidato il lavoro svolto con il sequestro probatorio del predetto esercizio commerciale. Nel primo pomeriggio di ieri, gli uomini della Sezione “Criminalità Organizzata”, diretti da Piero Corona, hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro. Prima di apporre i sigilli, grazie alla collaborazione della divisione amministrativa e sociale della Questura, diretta dalla Dott.ssa Letizia TOMASELLI, ed all’Azienda Sanitaria Locale Umbria 1, è stato effettuato un accesso ispettivo volto ad accertarne le condizioni.
Condizioni igieniche – Sconcertante la situazione igienico-sanitaria riscontrata all’interno della predetta attività, autorizzata anche al commercio di generi alimentari. Il personale specializzato della USL 1 di Perugia, appartenente al Dipartimento Prevenzione – Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione e Servizio Alimenti di Origine Animale, ha immediatamente notato che vi erano gravissime violazioni alle norme che disciplinano la vendita degli alimenti. La più grave, per la quale la titolare dovrà rispondere certamente in maniera più pesante, è legata al rinvenimento, all’interno del locale, prima di topicida in “grani” sparso dappertutto, e poi della carcassa di un topo. All’esito dell’accesso ispettivo, tutti i generi alimentari deperibili e deperiti sono stati evacuati grazie all’intervento di una ditta specializzata; il personale della Usl provvederà a redigere le relative sanzioni.
Le irregolarità – Diverse le irregolarità riscontrate: Congelamento di prodotti di diversa origine e natura in assenza di idonea attrezzatura; alimenti congelati all’origine sconfezionati tenuti alla rinfusa nel congelatore, con evidenti segni di bruciature e brinature da freddo; detenzione allo scopo di vendita di alimenti scaduti; presenza di alimenti di origine ignota; alimenti riconfezionati sul posto senza alcuna etichettatura; condizioni di pulizia generali fortemente carenti per mancanza delle minime operazioni di pulizia; presenza di tracce di roditori e carcasse degli stessi, unitamente alla distribuzione ubiquitaria di veleno per topi (grani anticoagulanti) a scopo di disinfestazione.
Le misure restrittive – Si è provveduto alla confisca e alla distruzione degli alimenti non ritenuti idonei più al consumo umano, per un totale di 550 kg, affidati per lo smaltimento a ditta autorizzata. Sono state contestate delle sanzioni amministrative per le violazioni previste in materia di sicurezza alimentare ed è stata informata la competente Autorità Amministrativa Comunale per l’eventuale revoca della licenza di vendita. Per il locale è comunque in atto il sequestro probatorio della A.G. con il quale è stato chiuso e sigillato, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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