martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

A Palazzo Baldeschi “La Prima Guerra mondiale e l’Umbria”

Documenti, disegni, diari, cimeli e foto in mostra fino al 2 giugno, per approfondire il rapporto tra la grande guerra e la piccola Umbria

 
A Palazzo Baldeschi “La Prima Guerra mondiale e l’Umbria”
Perugia.  A distanza di un secolo dall’entrata dell’Italia nel conflitto mondiale, la mostra “La Prima Guerra mondiale e l’Umbria” tenta di analizzare la guerra dal punto di vista di chi l’ha combattuta. Allestita dalla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia nel palazzo Baldeschi e, inaugurata oggi, espone spaccati della vita quotidiana dei combattenti umbri, molti dei quali non hanno fatto più ritorno a casa.

La mostra – È curata da Marco Pizzo, vice direttore del Museo Centrale del Risorgimento, e da Massimo Pistacchi, direttore dell’Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi. I documenti, i diari di guerra, gli oggetti e le vecchie fotografie, da anni custoditi al Museo Vittoriano, fanno ritorno in Umbria in occasione del Centenario del conflitto.

Percorso espositivo – La mostra si articola in due percorsi paralleli, uno dedicato a ricostruire il grande scenario nazionale e internazionale della prima guerra mondiale, l’altro rivolto a esplorare le implicazioni che lo stato di guerra ebbe sulla popolazione umbra, molte delle quali poco note nonostante fossero tutt’altro che secondarie. È interessante notare che, nonostante il fronte di guerra fosse molto distante dal territorio umbro, il rapporto tra la popolazione e i chiamati al fronte fu, come mostrano i dati del ministero della Guerra, il più alto in assoluto, con l’impegno al fronte di 968 giovani ogni 1000 chiamati: in pratica l’intero contingente in età militare. Il nucleo centrale si fonda sulla mostra patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione, allestita lo scorso giugno al Vittoriano. Il percorso si snoda attraverso diverse aree tematiche con l’esposizione di disegni, fotografie, giornali di trincea, abiti, manifesti, cartoline, diari, cimeli e materiali cinematografici e musicali. Ci sono i quadri dei “pittori di guerra” (molti spesso, i soli documenti di alcuni episodi e scenari bellici) e le immagini (all’epoca censurate perché troppo realistiche) delle trincee, sonorizzate con musiche futuriste. Si ripercorre la propaganda di guerra, che in pratica nasce allora, e la vita quotidiana del paese, come il lavoro delle donne che mandavano avanti l’economia. L’apporto della regione al conflitto viene ricostruito attraverso l’esposizione di documenti storici originali e l’ausilio di moderne tecnologie. Da un lato, dunque, gli eventi nazionali, attingendo a materiali conservati presso gli archivi dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (il più grande archivio esistente sulla Grande guerra con ben 500mila fotografie e 1 milione e mezzo di documenti) ma anche dell’Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi e dell’Istituto Luce – Cinecittà. Dall’altro l’approfondimento dello spaccato regionale che si basa su materiali forniti da istituzioni, associazioni, enti e diverse realtà dell’Umbria. Sono in mostra fotografie originali dei caduti umbri durante la Grande Guerra, con i cimiteri di guerra, la Brigata Perugia, le commemorazioni al Milite Ignoto. Grazie ad un impianto espositivo che punta alla digitalizzazione dei materiali si può interrogare un database per ricercare i caduti del proprio territorio ed è anche possibile consultare i fascicoli personali di ciascun combattente.

L’inaugurazione ufficiale – Ci sarà questo pomeriggio alla quale interverranno il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo, e il presidente della Fondazione Cariperugia Arte, Giuseppe Depretis. Parteciperà anche Franco Marini, presidente del comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

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