La frazione estranea alla raccolta ovvero l’errore di selezione, fa sapere, “è stimato intorno ad 15% del totale raccolto; questa percentuale tra l’altro è legata alla scelta di Gesenu di svolgere una raccolta di tipo stradale dell’organico nelle periferia di Perugia (il porta a porta riduce la percentuale di scarto fino al 5%). Quindi da cosa dipende tutto questo scarto? Intanto ancora oggi, ad esclusione del centro storico di Perugia, i materiali assorbenti tipo pannolini, pannoloni e assorbenti vengono fatti gettare dalla Gesenu stessa nel contenitore dell’organico”.
E non finisce qui. “Da diversi anni si sta sempre più affermando l’utilizzo di quelle che sono le plastiche compostabili, usate non solo per le buste che raccolgono i rifiuti organici ma soprattutto per le stoviglie, piatti e bicchieri usa e getta; il loro utilizzo tra l’altro è reso obbligatorio nelle sagre paesane, con tanto di fondi pubblici stanziati per finanziarle. Concordiamo sul loro utilizzo che sostituisce alla perfezione i materiali in plastica a tutto vantaggio dell’ambiente ma il problema rimane nella loro gestione. Infatti questi materiali una volta arrivati nell’impianto di Pietramelina passano tramite una vaglio selettivo che, per le loro dimensioni e caratteristiche, li separa dalla frazione organica e vengono scartati dall’impianto stesso. Il risultato è che la quasi totalità dei materiali compostabili conferiti nei raccoglitori dell’umido finiscono nella discarica di Borgogiglione neutralizzando cosi l’impegno di quei cittadini che acquistando questi prodotti pensava cosi di poter ridurre il volume di rifiuti”.
Il quantitativo maggiore che rappresenta la percentuale di scarti “non è però data dal materiale selezionato all’ingresso dell’impianto quanto al materiale selezionato alla fine del processo di compostaggio, ovvero materiale organico che nonostante abbia subito il processo di trattamento non si è compostato e anche esso viene smaltito in discarica. Il problema in questo caso deriva dall’impiantistica stessa. Nel tempo non sono stati effettuati i giusti interventi di manutenzione? Viene immesso nell’impianto troppi quantitativi di F.o.u? Non vengono rispettate le giuste tempistiche? A queste domande può rispondere solo chi l’impianto lo gestisce. Sta di fatto che il 68% di scarti è inaccettabile e non si può rimanere indifferenti di fronte a questi dati. Il Movimento 5 stelle, come alternativa a questi risultati chiede che venga attuato il nostro programma di estensione del compostaggio domestico presentato a Marzo 2015 e da troppo tempo giacente in consiglio. Chiediamo inoltre che venga applicato il prima possibile lo sconto in tariffa a chi pratica il compostaggio domestico, agevolazione economica che è tra l’altro prevista per legge ma nel Comune di Perugia mai applicata. A pagare sono sempre i cittadini e a guadagnarci sempre qualcun’ altro”.
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