È riuscito con sotterfugi ad ottenere il suo nuovo numero di telefono, cambiato da poco, e per rendergli esplicite le sue intenzioni gli ha inviato tramite Whatsapp la foto di una mazza chiodata da lui costruita con alcuni chiodi ed il manico di un piccone riferendogli che la custodiva in auto per usarla su di lui al primo incontro.
La vittima, spaventatissima, si è rivolta alla polizia e oltre che formalizzare in Questura una querela per avere giustizia ha richiesto, con urgenza, di fermare l’uomo. Sono quindi passati all’azione gli investigatori della divisione anticrimine, diretti dal primo dirigente Valeria Pagano, i quali hanno innanzitutto rintracciato l’autore di tali azioni delittuose: aperta la sua auto, nel cofano, il sequestro della mazza, la prova del suo comportamento minaccioso che peraltro l’indagato ha anche ammesso. Per lui una denuncia penale, di cui dovrà rendere conto alla Giustizia, e un ammonimento del Questore perché cambi radicalmente condotta.
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