I due, che tentavano un’ultima manovra per fuggire a piedi ma venivano immediatamente bloccati ed identificati in M.A. ed S.S: come detto, sono vecchie conoscenze della squadra mobile e da tempo attenzionati, come del resto molti loro connazionali dediti ad attività illecite, dalla sezione criminalità diffusa. Entrambi privi di documenti di riconoscimento e di titoli che legittimano la permanenza regolare sul territorio nazionale, all’esito delle verifiche prontamente effettuati una volta giunti in ufficio, risultavano destinatari di provvedimenti di cattura registrati sotto generalità diverse, presentando tutti e due molti alias.
In particolare, oltre a guidare lo scooter senza patente e senza assicurazione (fatti per cui veniva contestualmente perseguito), S.S doveva scontare un residuo di pena di sette mesi per spaccio, mentre M.A era rientrato in Italia prima dello spirare del termine previsto dopo essere stato espulso e per questo condannato ad un anno di reclusione; entrambi apparivano ben vestiti e curati, nonostante dichiarassero di disporre solo di alloggi di fortuna, ed avevano con se una discreta somma di denaro di cui non sapevano giustificare la lecita provenienza.
Entrambi sono vecchie conoscenze delle Forze dell’Ordine ed avevano vari precedenti: S.S per stupefacenti (arrestato dai carabinieri di Nocera Umbra), ha ricevuto due ordini del Questore per lasciare il territorio nazionale; mentre si trovava in carcere è stato indagato dalla polizia penitenziaria per violenza e minaccia a pubblico ufficiale ed ingiuria rivolta a personale della polizia che faceva accesso al carcere di Capanne. M.A invece per associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, minaccia, lesioni personali e percosse; clandestino nel territorio nazionale era stato accompagnato presso centro un centro di permanenza e poi espulso. I due, dopo gli atti di rito, sono stati condotti presso il Carcere di Capanne.
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