lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Perugia, inaugurato l’anno giudiziario. Dai dati dei fallimenti emerge la crisi in Umbria

Sulla possibilità di attingere dai dipendenti della pubblica amministrazione per colmare il deficit del personale amministrativo, De Nunzio: "Soluzione insufficiente". Divorzi e separazioni in aumento

 
Perugia, inaugurato l’anno giudiziario. Dai dati dei fallimenti emerge la crisi in Umbria
Perugia. Solennità e tradizionali celebrazioni. Inaugurato anche quest’anno, presso la Corte d’Appello, l’anno giudiziario. Un momento di riflessione e dibattito pubblico su quella che è la situazione della Giustizia, città per città, regione per regione. Insieme ai soggetti dell’amministrazione della giustizia, con toghe cerimoniali di colore rosso e bordate d’ermellino (a parlare il presidente della Corte d’Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio), anche i rappresentanti delle istituzioni locali, professionisti e cittadini.

Personale amministrativo – Al centro dell’intervento del presidente della Corte di Appello di Perugia Wladimiro De Nunzio, una relazione sulla forza lavoro effettivamente negli uffici giudiziari, strettamente collegata alla produttività. “Rispetto alla scopertura del 13,82% registrata nel giugno del 2014 – spiega De Nunzio – oggi quasi tutti gli organi dei magistrati dei vari uffici sono o coperto o prossimi alla copertura”. Un dato che conforta e che contribuirà a velocizzare sia il processo civile che quello penale. Differente la situazione del personale amministrativo. “Mancano oggi – continua il presidente – ben 139 dipendenti (125 amministrativi e 14 funzionari Un’epoca e ufficiali giudiziari) sui 513 previsti in organico, dopo l’ingiustificata riduzione da 546 unità operata con D.m. Del 25/4/2013″. Vuoto che stanno determinando rallentamenti nell’attività giudiziaria con conseguente riduzione dei servizi al pubblico e la crescita dei disagi nel cittadini.
Situazione che può essere colmata grazie ad un avviso di procedura di mobilità pubblicata dal ministero della Giustizia qualche giorno fa, in cui si prevede la riorganizzazione e il ricollocamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni per la copertura di 1031 posti a tempo pieno e determinato. In Umbria è stata individuata la copertura di 18 posti, 6 al Tribunale di Perugia, 5 in quello di Terni, 4 a Spoleto, uno alla Procura e al Giudice di Pace di Terni e all’Unep di Perugia. Si tratta di un numero insufficiente e, continua De Nunzio, “destinata a tamponare una situazione diventata insostenibile”.
Poi un rapido richiamo a Regione e Comune, presenti in corte d’Appello sia la presidente Marini che il sindaco di Perugia Romizi, sull’urgenza nell’avvio degli interventi di consolidamento e restauro della sede della corte d’Appello in piazza Matteotti.

Andamento dei reati – Sono stati poi presentati alcuni dati sull’andamento in alcuni settori significativi, quali il diritto di famiglia, immigrazione e l’opposizione a sanzioni amministrative, le procedure concorsuali e la prescrizione dei reati. Aumentano divorzi e separazioni in Umbria. Presso i tribunali del distretto – ha ricordato – si è invertito il trend rispetto allo scorso anno con un incremento sia delle separazioni consensuali (le pendenze finali sono passate da 230 a 448 con un +94,78%) sia dei divorzi consensuali (settore in cui c’e’ un aumento delle pendenze del +55,15% passati da 165 a 256).
In particolar modo, il numero delle istanze di fallimento presentata nei a tribunali di Perugia e Terni dimostrano la profonda crisi del sistema produttivo dal 2008. Nella relazione è stato spiegato che una “situazione costante” è stata registrata presso il tribunale di Perugia per i fallimenti (da 1.019 a 1.096 pendenti), anche se sono
diminuite le pendenze delle istanze (passate da 225 a 176 -21,73%). “Si conferma anche – ha detto De Nunzio – il massiccio ricorso al concordato preventivo con la presentazione di 39 istanze; in realtà dal 2008 al 2014 e’ emerso che il 24,88% dei concordati è stato omologato e solo il 15% risulta eseguito”. Il presidente della Corte d’appello ha rilevato che anche presso il Tribunale di Terni si ha un aumento sia delle istanze di concordato preventivo (da 20 a 29), sia di quelle di fallimento (da 75 a 121 + 61,33%). Praticamente stabile le pendenze dei fallimenti passate da 432 a 419 (-3,01%). “I dati – ha concluso De Nunzio – sono ancora piu’ gravi per il tribunale di Spoleto dove sono in sicuro aumento sia le istanze (passate da 55 a 181, +229,09%), sia le dichiarazioni di fallimento (da 105 a 123 +17,14%)” In relazione all’andamento della prescrizione dei reati in Corte d’Appello, si è verificata una leggera diminuzione del numero dei processi per prescrizione: dai 570 del 2013 si è passati a 520. Quanto alla tipologia dei reati più commessi, si segnala la prevalenza dei reati contro il patrimonio e soprattutto dei furti aggravati, reati relativi alle sostanze stupefacenti, violenza contro la persona, minaccia e ingiuria.

Il questore – Prende la parola anche il questore Carmelo Gugliotta che, dati alla mano, fa una rapida panoramica della situazione perugina. “Innanzi a questo quadro d’insieme, nell’anno trascorso, si è intrapresa un’intensa attività di verifica e di controllo su tutte le situazioni rilevanti, aumentando così in maniera esponenziale il numero dei provvedimenti adottati che sono passati da 9 a ben 45″. In particolar modo si tratta di condotte persecutorie causate da pregresse situazioni affettive: in poche parole, gli stalker. I dati illustrano come gli stalker siano quasi sempre di sesso maschile e possono essere individuati nell’ex coniuge, o comunque in chi, legato in passato da vincolo sentimentale, non riesce ad elaborare l’abbandono ; spesso è già gravato da difficoltà relazionali o disturbi psichici, si abbandona a manifestazioni violente o comunque ossessive. Ma Gugliotta sottolinea anche come “L’istituzione dell’ammonimento serva a sanare una grave carenza per la quale in passato, di fronte a fatti non particolarmente gravi sotto il profilo giuridico, vi era un ‘buco nero’ nel quale venivano inghiottiti episodi di diverso disvalore, da quelli non particolarmente allarmanti a quelli più acuti, spesso anche tragici”.

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