Etica e legalita‘ – Ma cosa cambierà concretamente se l’adozione verrà confermata dal Consiglio Comunale? La Carta di Pisa getta le basi per un notevole salto di qualità, in quanto delinea una serie di norme comportamentali e di condotta per politici, assessori, dirigenti, funzionari di società pubbliche o partecipate. Questi dovranno, infatti, rispettare regole rigide, volte a ripristinare una condizione di etica e legalità tra chi gestisce la cosa pubblica.
La Carta – E’ forte il richiamo della Carta all’articolo 54 della Costituzione, che esorta i rappresentanti dei cittadini a svolgere il proprio ruolo con disciplina ed onore; sono significativi i richiami alla trasparenza, i divieti di comportamenti sconvenienti – tipo accettare regalie del valore superiore ai 100€ -; è netto ed indiscutibile l’invito a coinvolgere i cittadini nelle decisioni che li riguardano. Di più, questo codice etico va porre dei paletti su temi che presentano incredibili ed inaccettabili vuoti normativi a livello nazionale. Si pensi all’invito alla rendicontazione relativo alla attività politica degli amministratori ed al finanziamento della stessa, alle norme in termini di conflitto di interessi e di nomine per i funzionari delle partecipate, alla forza con cui si chiede di interrompere la pratica di assunzioni finalizzate a generare un sistema clientelare. Nella Carta di Pisa c’è, in definitiva, tutto quello che si vorrebbe vedere anche a livello di politica regionale e nazionale, compreso il rispetto per l’autorità giudiziaria e l’indipendenza dei media: questo codice etico rappresenta un salto in avanti enorme in termini di civilizzazione del Paese, evento che gli italiani aspettano – ahinoi invavo – da tanto, troppo tempo.
L’etica nella politica – E non si commetta l’errore di scindere l’etica dai benefici per l’intero sistema-Italia, in termini economici e di welfare. Fa male, infatti, ricordare come mafie, clientelismo, corruzione ed evasione fiscale – tutte piaghe da cui l’Umbria non è immune – costino ai cittadini decine e decine di miliardi di euro ogni anno: riportando l’etica in politica il Paese potrebbe risparmiarsi questa tassa occulta ed investire nella ricostruzione di sistemi come quello della Sanità, dell’Istruzione e della Ricerca che potrebbero rappresentare il trampolino di lancio verso un’epoca di nuovo e duraturo splendore per il popolo italiano. Con la speranza che Perugia e gli altri 250 Comuni possano in futuro essere ricordati come gli apripista del nuovo Risorgimento dell’Italia.
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