In tale contesto, grazie anche alle anonime segnalazioni telefoniche pervenute al 112 che indicavano la presenza di un furgone sospetto parcheggiato all’interno di un’area di servizio lungo la superstrada E/45, nella notte tra il 17 e il 18 febbraio u.s. i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Perugia intervenivano in questa località San Martino in Campo traendo in arresto due dei componenti di una vera e propria banda di ladri che, provenienti dalla capitale, erano giunti a Perugia per mettere a segno l’ennesimo colpo. Ma questa volta qualcosa non è andata per il verso giusto.
A finire nella trappola dei carabinieri con l’accusa di furto aggravato in concorso, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, due romani, di 32 e di 19 anni, nullafacenti, pregiudicati, noti alle forze dell’ordine ed alla cronache giudiziarie per reati analoghi, il più grande dei quali sottoposto alla misura di prevenzione dell’avviso orale.
Succede che nel tardo pomeriggio del 17 febbraio 2015, cittadini rimasti nell’anonimato contattano il 112 e segnalano la presenza di un furgone parcheggiato in maniera irregolare in un’area di servizio nelle cui vicinanze si aggirano due individui che non lasciano presagire nulla di buono. Ad avvalorare tale sospetto, il numero di targa del veicolo fornito dagli anonimi interlocutori che dagli accertamenti esperiti risulta essere stato rubato pochi attimi prima ad un consorzio agroalimentare di Perugia. Immediata scatta l’operazione che vede impegnati, non solo uomini in borghese, ma anche militari del nucleo radiomobile che prontamente raggiungono il luogo segnalato, agevolati da altre segnalazioni telefoniche pervenute in centrale operativa con le quali gli stessi anonimi interlocutori aggiornano le informazioni sugli spostamenti dei due soggetti. Dopo mirato servizio di osservazione e controllo, i due sospettati vengono sorpresi lungo una strada provinciale che percorrono verso la vicina E/45 in direzione Roma. Nella fattispecie, il più grande alla guida del furgone segnalato, mentre il complice alla guida di un’autovettura pulita che gli fa da sbarramento, quasi a proteggere l’andatura del mezzo rubato scortandolo. I due veicoli sono preceduti da un altro mezzo il cui conducente, verosimilmente loro complice, approfittando delle fasi concitate dell’operazione in atto, riesce a dileguarsi facendo perdere le sue tracce.
I due romani, immediatamente individuati, al fine di sottrarsi al controllo, noncuranti dell’alt a loro imposto, oppongono resistenza ed aumentano la velocità di marcia dei veicoli condotti compiendo ripetute manovre pericolose di intralcio alla circolazione. Vengono fermati dai militari dopo un breve inseguimento.
Nel corso delle perquisizioni veicolari, si rinviene: nel furgone rubato, una tanica ed un tubo di plastica per il prelievo di carburante che gli interessati avevano intenzione di asportare per allontanarsi definitivamente; nell’autovettura, vari attrezzi da lavoro e strumenti da cantiere, capi di abbigliamento ancora confezionati, arnesi da scasso ed addirittura un estintore, di dubbia provenienza.
Tale materiale è sequestrato ai fini probatori. Il furgone viene restituito al legittimo proprietario, mentre l’autovettura, pure sequestrata, affidata in custodia a ditta autorizzata.
Gli accertamenti proseguono e si scopre che il più giovane, risultato sprovvisto della patente di guida perché mai conseguita, per impedirne l’individuazione ed ottenere l’impunità personale, manomette falsificandoli i caratteri numerici delle targhe dell’autovettura condotta, apponendovi del nastro adesivo. Il gioco non gli riesce e per questa sua trovata d’ingegno si becca anche una denuncia per falsità materiale.
I due compari, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Capanne dove permangono ristretti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Le investigazioni proseguono a tappeto per l’identificazione del terzo complice riuscito a fuggire e c’è da credere che per lui le ora sono davvero contate.
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