Una storia lunga che inizia nel 1997 con una richiesta di sostegno, dell’associazione italiana Lions per il diabe nei confronti del Comune, per la realizzazione a Ponte della Pietra di un cento internazionale per la ricerca su diabete. Dal Comune, nel 2001, arriva l’ok ma non solo. Il Consiglio comunale approva una variante al PRG proprio per la realizzazione del progetto e dispone l’acquisizione da terzi di un terreno e la successiva cessione della superficie all’associazione. Oltre alle spese notarili, come spiega Camicia, “l’acquisizione del terreno, ha comportato all’Amministrazione comunale la stipula di una convenzione sia con l’Aidl sia con i proprietari del terreno S.IM.P. società immobiliare SRL , anche un eventuale impegno economico nei confronti di questa nel caso in cui il centro per la ricerca del diabete non sarebbe stato realizzato”.
“Passati dodici anni – continua Camicia – l’Amministrazione prendeva atto della mancata realizzazione della previsione contrattuale, chiedendo all’Aidl di rinunciare al diritto di superficie acquisito concesso, consentendo il Comune di destinare l’area al servizio del quartiere”. Ed ecco che, formalmente, nel 2013 l’Associazione Italiana Lions per il diabete, ha inviato una lettera con la quale dichiaravano ufficialmente di rinunciare al diritto di edificazione al suolo donato dal Comune che deliberava la presa d’atto. Ma ad oggi manca l’atto notarile della rinuncia e, tecnicamente, il terreno risuolerebbe comunque nelle disponibilità dell’Associazione.
E Camicia ci va giù duro definendo “l’intera vicenda abbastanza imbarazzante, poiché la realizzazione di un Centro Internazionale per la ricerca sul Diabete, pubblicizzato nel 2001 come grande evento storico per la città di Perugia, ha creato grosse aspettative sia per la città sia per il mondo scientifico. Purtroppo dopo circa 14 anni di attesa, l’Associazione per vari motivi decide di non realizzare quanto promesso, anzi di non averlo mai iniziato”. E infine: “La città di Perugia e il mondo scientifico – continua Camicia – non comprendono come mai il Comune, nell’arco degli anni non abbia mai monitorato la vicenda, e solo dopo 12 anni si accorge che niente di quanto promesso era in cantiere. Si chiede alla Procura, se lo riterrà opportuno, far verifiche e accertare eventuali danni erariali e responsabilità su quanto descritto, sia nei confronti delle varie Amministrazioni comunali che si sono succedute, sia nei confronti dell’Associazione, che ad oggi gode di un bene pubblico a costo zero, senza realizzare quanto era in promessa”.
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