Dietro di lui Emanuela Mori, del Partito Democratico, che con 1.329 preferenze (4,51%) su un totale di 21.273 supera il rampollo Tommaso Bori (fermo a 1.233 preferenze).
Sul terzo gradino del podio dei candidati alla carica di consigliere comunale troviamo Emanuele Prisco (F.d.I.- AN) che ottiene 720 preferenze (20,13%) su un totale di 2.080 voti espressi.
Da qui, a scendere, nella classifica dei più votati, il resto delle liste, civiche e non, fanno registrare voti che non superano le tre cifre e sono fuori il palmarès dei preferiti.
Ma vediamo chi sono:
Forza Italia – Leonardo Varasano 664 preferenze (6,73%) su 4.548 voti espressi
Perugia Domani – Federico Mazzi 94 preferenze (21,86%) su 237 voti espressi
Romizi Sindaco – Otello Numerini 490 preferenze (12,18%) su 1.816 voti espressi
Nuovo Centro Destra – Emanuele Scarponi 715 preferenze (19,49%) su 3.010 voti espressi
Perugia Rinasce – Franco Nucciarelli 111 (6,24%) su 758 voti espressi
Crea Perugia – Lorena Rosi Bonci 109 (10,31%) su 814 voti espressi
Sinistra Ecologia e Libertà – Monia Ferranti 364 (20,68%) su 1.190 voti espressi
Sinistra Per Perugia – Emiliano Pampanelli 423 (18,73) su 1.776 voti espressi
Perugia è il Bene Comune – Mauro Cozzari 526 (20,30%) su 3.338 voti espressi
Perugia dei Valori – Franco Granocchia 128 (23,97%) su 362 voti espressi
Scelta civica – Giovanni Luca Delogu 107 (7,43%) su 768 voti espressi
Idee per Perugia – Alessandra Brozzi 82 (4,43%) su 929 voti espressi
Movimento 5 Stelle – Stefano Giaffreda 390 (2,55%) su 3.268 voti espressi.
Questi i nomi dei candidati più votati nella prima tornata elettorale, del 25 maggio. Adesso c’è bisogno di aspettare due settimane prima di sapere chi andrà a sedere in consiglio comunale poiché non è stato eletto il sindaco al primo turno e sarà ballottaggio tra, quello uscente, Wladimiro Boccali (PD) ed Andrea Romizi (FI).
Messi da parte i singoli candidati diamo uno sguardo ai voti ottenuti dalle singole liste a l’apporto che hanno portato alla propria coalizione e al candidato sindaco. Anche in questo caso si delinea uno quadro molto chiaro. Erano sei i candidati a sedere allo scranno più alto di Palazzo dei Priori. E le liste che li appoggiavano erano 16.
Urbano Barelli con le due liste civiche Perugia Rinasce e Crea Perugia ha ottenuto 3.222 voti (3,79%) rispettivamente hanno ottenuto 1.779 e 1.057 voti, il 2,11% e l’1,26%.
A seguire, in ordine alfabetico, il sindaco uscente Wladimiro Boccali che grazie anche alle 6 liste di coalizione ha portato a casa 39.582 voti con un totale del 46,56% di preferenze. L’apporto dato dalla sua coalizione è il seguente: Partito Democratico 29.484 (35,03%), Lista Civica – Perugia bene comune 2.768 (3,28%), Lista Civica – Sinistra per Perugia 2.258 (2,68%), Lista Civica – Perugia dei valori 534 (0,63%), Sinistra ecologia e libertà 1.760 (2,09%) e Socialisti riformisti 4.325 (5,13%).
Adriana Galgano, invece, con la sua Scelta Civica ottiene 1.497 voti e l’1,76% delle preferenze.
Dall’altro lato, lo sfidante al ballottaggio dell’8 giugno, Andre Romizi, con la sua coalizione fa registrare i seguenti voti: 22.375 preferenze per il 26,32% del totale. Le liste a lui collegate contribuiscono in questo modo: Nuovo centro Destra 3.675 voti (4,36%), Lista Civica – Perugia domani 430 voti (0,51%), Forza Italia 9.865 voti (11,72%), Fratelli d’Italia 3.611 voti (4,29%) e Lista civica – Progetto Perugia 4.022 voti (4,77%).
Poi c’è Cristina Rosetti e il Movimento 5 stelle. In questo caso il partito pentastellato e la sua candidata a sindaco fanno registrare 16.225 voti raggiungendo così il 19,08% delle preferenze.
Infine, l’Obama perugino, Dramane Wagué con la sua Lista Civica – Idee per Perugia ottiene 2.116 voti e si ferma al 2,49%.
A conti fatti, bisognerà aspettare due settimane per vedere quanto incideranno i voti degli sconfitti nel prossimo ballottaggio, c’è una bella fetta (i 16mila e rotti del M5S n.d.r.) di voti che potrebbero far pendere l’ago della bilancia da un lato o un altro e decidere chi sarà il primo cittadino di Perugia. Staremo a vedere. Per il momento ancora nessuna ipotesi e chi è fuori dal ballottaggio ha le bocche cucite.
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