Le indagini. La Polizia di Stato – da quanto riferito – sta operando con l’aiuto delle polizie di Spagna, Polonia, Regno Unito, Belgio, Georgia, Turchia e Camerun, insieme con Eurojust, Europol e Interpol. L’indagine, condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, ha evidenziato sin dalle prime analisi significativi collegamenti tra una cellula operante a Torino e un’altra attiva in Spagna, che ha reso necessario il coinvolgimento dei canali di cooperazione internazionale e delle omologhe strutture di Polizia e magistratura spagnola. Le successive riunioni di coordinamento ad Europol e Eurojust hanno fatto poi emergere collegamenti con un’indagine parallela della polizia polacca.
L’abuso informatico. La particolare tecnica utilizzata dal gruppo criminale viene chiamata dagli agenti della Polizia di Stato “man-in-the-middle” (uomo in mezzo) e consiste nell’accesso abusivo informatico a caselle di posta elettronica di aziende italiane ed estere commesso attraverso tecniche di hackeraggio e social engeneering. In questo modo il gruppo criminale si inserisce poi nei rapporti commerciali tra aziende e i loro fornitori, a loro insaputa, indirizzando i reciproci pagamenti su conti correnti nella disponibilita’ dell’organizzazione.
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