lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Pierluigi Pardo in esclusiva: “La mia carriera è iniziata qui a Perugia”

Il celebre giornalista, conduttore di "Tiki Taka", ha parlato ai nostri microfoni nell'ambito di "Football Fest": "Facevo l'inviato per Telepiù e seguivo il Perugia di Materazzi, Olive, Tangorra". Sul campionato: "Juve sempre la favorita".

 
Pierluigi Pardo in esclusiva: “La mia carriera è iniziata qui a Perugia”
Perugia.  “I miei inizi da telecronista? Me li ricordo bene: ho iniziato proprio con il Perugia”. Pierluigi Pardo, autentica icona del giornalismo sportivo italiano, telecronista “urlante” (“ne sono fiero, le partite bisogna viverle”) e conduttore di talk show innovativi e sopra le righe, ieri è stato ospite di “Football Fest” per partecipare all’incontro “Riflessioni semiserie sul gioco del calcio” con Carlo Freccero, Massimo Zampini e Roberto Renga. Perugiaonline lo ha intervistato in esclusiva per conoscerlo meglio e analizzare il mondo del pallone a 360 gradi.

Ti piace la città di Perugia?

Tantissimo, è veramente bella ed poi vengo qui spesso per il Festival del Giornalismo. Ecco, toglietemi tutto ma non il Festival del Giornalismo, ci sono troppo affezionato. A Perugia poi è iniziata la mia carriera: nel 1997 partivo da Roma per seguire la squadra come inviato di Telepiù che all’epoca era composta da Materazzi, Olive, Tangorra e tutti gli altri. Sono quindi felice di essere tornato e questo Festival del calcio mi sembra molto ben organizzato.

Il prossimo anno ti rivedremo sempre in onda su Mediaset con “Tiki Taka”?

Certo, poi sarò impegnato anche con la trasmissione radiofonica “Tutti convocati” su Radio 24 e mi sentirete ancora, in compagnia di Stefano Nava, su “Fifa 16”: le registrazioni delle telecronache le abbiamo terminate un mese fa, tra alcune settimane torneremo in studio per verificare che sia andato tutto bene. Abbiamo preparato delle nuove frasi e rispetto allo scorso anno, quando partivamo da zero, abbiamo fatto meno fatica. “Tiki Taka” in questi due anni ha funzionato bene perché è il frutto di una contaminazione tra gli elementi tradizionali del calcio ed altri fattori legati alla società odierna, con la presenza per esempio di personalità del mondo della politica e dello spettacolo. Le trasmissioni serie mi annoiano, per come la vedo io il calcio deve essere trattato in maniera allegra.

Come vedi il prossimo Campionato? Juventus sempre favorita?

I bianconeri sono ancora davanti ma le milanesi si sono avvicinate molto. Probabilmente ancora non sono da scudetto ma ora alle spalle della Juventus non c’è più il vuoto. Credo che per il secondo posto quest’anno ci sarà una bella lotta. Tra i nuovi acquisti mi piacciono Miranda dell’Inter e Bacca del Milan, ma ancora è presto per dare giudizi, siamo appena all’inizio.

Perché il calcio italiano fatica a costruire giovani di qualità di livello internazionale?

Perché si preferisce lo schema tattico al talento. I settori giovanili, anziché formare i giovani e metterli nelle condizioni per farli esprimere al meglio, guardano prima al risultato. La nostra Nazionale non è fortissima ma nemmeno scarsa. Di certo non siamo al livello della selezione che ha giocato il Mondiale del 1990. La nostra è una squadra di outsider, i giocatori interessanti in prospettiva ci sono.

Un’ultima domanda: ma con David Luiz sei sempre in contatto?

L’ho incontrato tempo fa in un ristorante in Brasile e con me è sempre molto gentile. La gag del 2012, quando lo intervistai dopo che vinse la Champions League con il Chelsea, è nata in maniera del tutto naturale e lui la ricorda con affetto, gli è piaciuta molto.

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