“Noi ricordiamo – hanno detto stamattina in piazza Italia – con forza che il nostro Paese, le nostre Istituzioni e la nostra Costituzione nascono proprio dalla lotta antifascista e dalla Resistenza, che avevano coalizzato nelle proprie file giovani di tutte le ideologie e ispirazioni culturali e che li avevano portati a combattere in un unico ideale la Liberazione dell’Italia dalla oppressione nazi-fascista”.
Presenti davanti la lapide dei deportati nei campi di sterminio, insieme al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, numerosi esponenti della politica e dell’associazionismo umbro.
“Perugia respinge movimenti neofascisti che fanno di odio e di razzismo la loro ideologia. Qui ci sono le forze democratiche della città che vogliono rappresentare con chiarezza ed energia che i valori della città sono altri: sono la Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Repubblica, la democrazia, la solidarietà”. Ha detto il sindaco Boccali. “Grazie – ha aggiunto Boccali – anche alle istituzioni che hanno aderito e ai rappresentanti dell’ANPI che tengono vivi questi valori”.
“L’apertura di una sede di Casapound a Perugia suscita preoccupazione e sdegno – ha affermato l’.on Giulietti – A 69 anni di distanza dalla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista, non possiamo permettere che a Perugia, città che si è sempre distinta per i valori della pace, della tolleranza e dell’antifascismo, trovi spazio un’associazione come Casapound. Siamo qui per ribadire un forte e deciso “no” alla violenza, all’intolleranza e al fascismo”.
Un segnale di difesa della Costituzione democratica nata dai Partigiani e di tutela dei suoi valori fondanti di uguaglianza, e di partecipazione al governo della Nazione e del suffragio universale è arrivato anche dalle parole dell’assessore regionale Stefano Vinti che ha detto: “Abbiamo aderito, come Giunta Regionale dell’Umbria, a questo presidio indetto dall’ANPI studentesca, perché essere qui oggi significa ribadire l’atteggiamento di attaccamento ai valori sacri della Costituzione della libertà e della democrazia, che significa innanzitutto che Perugia e l’Umbria ripudiano il fascismo nelle vecchie e nelle nuove forme in cui si propone”. “Si tratta – ha concluso Vinti – di un attacco ai valori della democrazia e delle democrazie nate dopo la vittoria sul nazifascismo. Oggi pertanto siamo qui a ribadire, da un lato, la volontà di contrastare il fascismo e dall’altra a salvaguardare le straordinarie conquiste che la democrazia e la Costituzione ci propongono attraverso la battaglia di una resistenza che ha dato vita, appunto, alla nostra Costituzione”.
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