Nell’evidenziare come in tutto ciò “rientra anche Perugia”, Monni punta il dito su una affermazione del sindaco Wladimiro Boccali secondo cui, se Ikea rinuncerà ad investire a Perugia “non si straccerà di certo le vesti”. E questo, per l’esponente del Nuovo centrodestra è una “affermazione gravissima che fa emergere un pressapochismo nella gestione del nostro Comune, chiuso a riccio di fronte a qualsiasi opportunità di sviluppo”.
Per Monni “l’investimento di Ikea a Perugia, a livello economico, è tutt’altro che ininfluente per tutta l’Umbria, soprattutto in questi tempi di crisi profonda. Non solo – porterebbe centinaia di nuovi posti lavoro – spiega , ma i 7,5 milioni di euro che sarebbero investiti in scuole, strade e lavori di urbanizzazione a carico della multinazionale svedese, andrebbero a valorizzare tutto il territorio. Si tratterebbe di un investimento che oggi potrebbe dare una grossa mano al tessuto economico perugino e regionale in genere. Ma purtroppo – rileva Monni – chi ci governa sembra non intendere. A causa di una burocrazia ingarbugliata e contorta – conclude Monni – tutto potrebbe saltare, nonostante in sede di votazione in Consiglio comunale sia maggioranza che opposizione si siano trovate d’accordo sullo sviluppo di Perugia”.
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