L’intervento dei sindacati “La Regione dell’Umbria il Governo nazionale devono impedire il dissesto finanziario delle Province di Perugia e Terni”. È questa la richiesta che Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme ai lavoratori delle Province hanno portato con forza ieri, 24 settembre, nell’incontro che si è tenuto presso la sede della Regione.
Nel corso del tavolo di governance, l’assessore Bartolini ha ribadito gli impegni presi dalla Regione e la piena disponibilità al riassorbimento del personale le cui funzioni torneranno direttamente in capo alla Regione stessa. L’assessore ha altresì ammesso, però, che la situazione finanziaria in cui versano le Province di Perugia e Terni non consentirà di pervenire alla chiusura dei bilanci per l’anno 2015. Concetto ribadito anche dai due presidenti delle Province stesse, Mismetti e Di Girolamo, presenti all’incontro, che hanno confermato l’impossibilità, allo stato attuale, di far quadrare i conti. Una situazione della quale i due presidenti intendono informare il Governo per il tramite delle rispettive Prefetture.
Stante questa assoluta incertezza, le organizzazioni sindacali hanno deciso di indire un’assemblea generale di tutti i dipendenti delle Province per lunedì 28 settembre, con presidi dei lavoratori davanti alle prefetture di Perugia e Terni alle ore 11.
“Altro che riforma delle Province – affermano i segretari di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – il vero risultato del governo Renzi è quello di sommare altri licenziamenti, tra i lavoratori pubblici, a quelli, già numerosissimi, dei lavoratori privati. Una situazione assolutamente esplosiva, sulla quale lo stesso governo e la Regione dell’Umbria devono assolutamente intervenire. Come organizzazioni sindacali contrasteremo con ogni mezzo la perdita anche di un solo posto di lavoro. Per questo invitiamo le lavoratrici e i lavoratori a partecipare numerosi alle assemblee e ai presidi di lunedì”.
Pizzichini tuona “La situazione in cui Governo e Regione stanno lasciando la Provincia è vergognosa”. Ad affermarlo è il consigliere provinciale di Perugia Floriano Pizzichini, che alla luce di quanto sta avvenendo in queste ore si dice “pronto a rimettere il proprio mandato come gesto di dignità e di protesta”. “Si gioca sulla pelle di decine lavoratori e dei cittadini – ha detto -, cui non si garantiranno più servizi essenziali quali l’edilizia scolastica e la Viabilità. In questo quadro, anche il nostro ruolo di consiglieri, svolto in questi mesi a mero titolo gratuito, è bene ricordarlo a chi ama strumentalizzare ruoli e persone, perde di significato”.
No debiti Intanto l’Ente, attraverso una nota, ha fatto chiarito di non aver alcun “debito” che debba essere ripianato: “La gravissima difficoltà di bilancio in cui versa è al contrario determinata – si legge – dal fatto che, in attesa del riordino delle funzioni, l’amministrazione provinciale sta gestendo tutta una serie di servizi (centri per l’impiego, formazione lavoro, viabilità regionale, ambiente, caccia e pesca, controllo costruzioni, risorse idriche ecc.) per conto dello Stato e della Regione senza che i relativi costi siano stati ancora pagati. Le risorse che tali Istituzioni devono erogare alla Provincia non sono un contributo da elargire più o meno generosamente, ma molto più semplicemente il preciso corrispettivo per i servizi effettivamente svolti. Si tratta perciò di ‘crediti’e non di ‘debiti'”.
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