Il vincitore del Golden Environmental Price 2013, definito il Nobel dell’ecologia, ha raccontato ai numerosi presenti le sue personali battaglie ambientaliste, iniziate 20 anni fa per sventare la costruzione di un inceneritore vicino alla scuola dove tuttora insegna, a Capannori a Lucca. Ercolini è infatti un maestro elementare e ciò si nota nelle sue modalità di esposizione, molto semplici e didattiche ma estremamente efficaci. Da dietro al microfono, a fianco di Marco Montanucci (M5S) e Annarita Guarducci (Rifiuti Zero Umbria), egli lancia strali contro le multinazionali, i lobbisti degli inceneritori e le classi dirigenti italiane (non tralasciando quelle locali), così drammaticamente staccate dai bisogni del popolo che dovrebbero rappresentare. Il progetto Rifiuti Zero (o Zero Waste), che Ercolini porta avanti, basa molta della sua forza sul costruire relazioni, piuttosto che sull’evoluzione delle tecnologie e mira a riconsiderare l’idea stessa di rifiuto (“rifiuto o piuttosto scarto?” la riflessione proposta). Tali idee, grazie alla pressione di numerosi comitati, sono state di recente approvate anche da un pacchetto del parlamento europeo, dedicato alla cosìddetta “Economia circolare”, un passaggio giudicato significativo e purtuttavia troppo poco ambizioso dal maestro toscano.
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