martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Romizi è il nuovo sindaco di Perugia. Boccali perde 13 mila voti. Marini chiama all’appello il Pd

Andrea Romizi, con il 58,2% delle schede, è il nuovo sindaco di Perugia. Sconfitto l'uscente Wladimiro Boccali che rispetto al primo turno perde oltre 13mila voti.

 
Perugia. Trentacinquemila quattrocento sessantanove voti. Il 58,2% delle preferenze che cambiano l’amministrazione di Perugia. E che fanno la storia della politica della città. Per la prima volta un sindaco uscente va al ballottaggio. E perde.

È Andrea Romizi, adesso, il nuovo sindaco di Perugia. Ha sconfitto l’uscente Wladimiro Boccali che rispetto al primo turno perde oltre 13mila voti. E così che il giovane avvocato diventa il primo sindaco del centrodestra alla guida del capoluogo umbro. “Grande soddisfazione – ha detto – ma anche grande responsabilità per la fiducia che i cittadini hanno riposto in me”.

E ancora. Su twitter il neo sindaco scrive così: “Da oggi Perugia sarà amministrata da chi ama la propria città. Uniti da una visione comune torneremo a farla splendere come un tempo!”.

E non si sono fatti attendere i complimenti dello sconfitto Boccali che scrive dal suo comitato di piazza Matteotti: “Faccio le mie congratulazioni al nuovo sindaco di Perugia Andrea Romizi. Il dato che emerge dalle urne é un risultato inequivocabile. Le elezioni si sono trasformate in un referendum sul sottoscritto a prescindere dai risultati concreti ottenuti in questi anni, dal progetto per la Perugia dei prossimi anni – scrive – mi assumo interamente la responsabilità di questa sconfitta del centro sinistra. L’astensionismo degli elettori del centrosinistra ha determinato questo nostro risultato non confermandoci il consenso dato al primo turno. Evidentemente non ho saputo trasmettere un messaggio di innovazione e non ho saputo far capire i nostri contenuti programmatici. Consegno una città in attivo al mio successore a cui faccio i miei auguri”.

La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, l’indomani della pesante sconfitta del Pd a Perugia e Spoleto commenta così il voto: “la mancata rielezione di Wladimiro Boccali  oltre ad essere ascritta ad un giudizio sul suo operato e quello dell’amministrazione comunale mostra un preoccupante allontanamento dell’elettorato del PD dal candidato sindaco nel turno di ballottaggio. Il voto della città di Perugia coinvolge il PD dell’Umbria nella sua interezza ed impone una analisi franca e trasparente senza la quale non sarà possibile né svolgere la funzione di opposizione costruttiva nella città capoluogo di regione né gettare solide basi politiche per il futuro a cui un partito di governo e riformista come il PD è chiamato. Auspico quindi – prosegue Marini – , anche per la responsabilità politico istituzionale che ricopro, che la segreteria regionale del PD si faccia carico di questo serio confronto politico al fine di esprimere una classe dirigente realmente adeguata ad affrontare i prossimi ed impegnativi appuntamenti elettorali”.

Pesante la  sconfitta di Boccali in primis. Ma è evidente che si apre una faglia all’interno del Pd perché fra primo e secondo turno qualcosa non ha funzionato. Soprattutto è pesante il dato sull’affluenza (49.35%). “È un problema gigantesco per la nostra democrazia”, sbotta dal blog Pippo Civati. Un dato che mette in allarme la cabina di regia di Palazzo Chigi, e i renziani della prima e della seconda ora. Ma soprattutto è un dato che cambia gli equilibri dell’amministrazione perugina.

Spariscono  vecchi e nuovi partiti. La composizione del prossimo consiglio comunale è così ridisegnata. La maggioranza avrà 20 consiglieri: 9 a Forza Italia (Leonardo Varasano, Carlo Castori, Claudia Luciani, Giuseppe Cenci, Armando Fronduti, Massimo Perari, Carmine Camicia, Antonio Tracchegiani, Piero Sorcini); 3 Lista Romizi (Otello Numerini, Francesco Vignaroli, Gabriele Romizi); 3 Ncd (Emanuele Scarponi, Michelangelo Felicioni, Sergio De Vincenzi); 3 Fratelli d’Italia (Emanuele Prisco, Clara Pastorelli, Lorena Pittola); 1 Urbano Barelli; 1 Dramane Diego Waguè.

L’opposizione, invece, si siederà in consiglio con 12 consiglieri: 1 Wladimiro Boccali, 7 Pd (Emanuela Mori, Tommaso Bori, Alessandra Vezzosi, Erika Borghesi, Leonardo Miccioni, Alvaro Mirabassi, Sarah Bistocchi); 1 Socialisti (Nilo Arcudi); 3 Movimento 5 Stelle (Cristina Rosetti, Stefano Giaffreda, Michele Pietrelli).

Ma c’è anche chi ci ha creduto fino alla fine e che però è rimasto al palo. Sono 9 i candidati consiglieri del Pd che non entrano in consiglio. E sono: Diego Mencaroni, Elena Ranfa, Anna Maria Biancifiori, Claudio Consalvi, Federico Lupatelli, Simona Brugnoni, Nicola Mariuccini, Daniele Rossi e Michele Ragni. Ma non solo. il ciclone che ieri si è abbattuto su Perugia ha lasciato altri strascichi, infatti, il prossimo consiglio comunale sarà senza Rifondazione Comunista che se avesse visto la vittoria di Wladimiro Boccali, avrebbe eletto Emiliano Pampanelli.

 


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