Il reato contestato, che risale allo scorso 8 maggio 2014 e che è stato perpetrato proprio a Milano, è la violazione dell’art. 73 comma 5° del Testo Unico sugli Stupefacenti, pertanto si tratta certamente della versione più “lieve” della fattispecie dello spaccio, ma è aggravata dalla “recidiva” nella sua consumazione: và osservato come le cessioni di droga di “lieve entità” difficilmente diano origine ad un arresto in flagranza di reato o ad una misura cautelare, ma la condanna emessa all’esito dei procedimenti penali di questo genere è spesso sostenuta dalla “gravità” del fatto, in molti casi legata non alle singole quantità di droga cedute di volta in volta, bensì dalla “abitualità” e dalla “serialità” con cui lo spaccio viene messo in atto.
Il soggetto in questione, infatti, a Milano come a Perugia e come, altresì, in altre zone, ha già i precedenti penali e di polizia tipici di chi, dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha fatto una vera e propria attività professionale, nonostante i numerosi e continui arresti della Polizia e di altre forze dell’ordine.
All’esito del procedimento penale che lo ha visto indagato, il tunisino è stato poi condannato del Tribunale di Milano a 6 mesi di reclusione ed alla multa di 800 Euro: la pena, come la legge prevede, è stata poi sospesa in attesa di una richiesta, da parte del condannato, di una misura alternativa, ma questa richiesta non è mai stata presentata, né dal soggetto né dal suo difensore, pertanto la Procura della Repubblica di Milano ha dovuto ripristinare l’esecuzione della sua cattura.
Il provvedimento è stato inviato anche alla Squadra Mobile di Perugia che nella giornata di ieri si è prodigata nelle ricerche del tunisino, poi prontamente individuato, grazie ad una puntuale e capillare conoscenza del territorio, in questa Via Martiri dei Lager.
Il catturato, H. H., tunisino del 1990, è stato accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso, gli è stato notificato l’ordine di cattura a suo carico ed infine è stato condotto a Capanne, il tutto a causa, oltre che della sua condotta illecita, soprattutto della sua negligenza, probabilmente dovuta al fatto di essere già interessato da una moltitudine di procedimenti analoghi.
Il giovane spacciatore, ben noto alla Polizia di Perugia, ha innumerevoli precedenti non solo in città ed a Milano ma anche a Terni, a Todi (Pg), in Emilia a Modena ed in Liguria a San Remo (Im).
I reati sempre delle stesse tipologie: spaccio di sostanze stupefacenti e violazione delle norme sull’immigrazione, ma anche ricettazione ed invasione di edifici.
Il tunisino, più volte denunciato e tratto in arresto da questa squadra mobile per droga, è stato anche coinvolto in fatti di sangue sempre legati allo spaccio: l’estate scorsa, nel corso di una lite con un connazionale sicuramente originata da debiti di droga e denaro, venne accoltellato all’addome in Via Settevalli. Singolare fu la ricostruzione del fatto operata dalla stessa vittima probabilmente per sviare le indagini: dopo essere stato soccorso, riferì agli agenti che era stato trafitto da un coltello da cucina con lama da 40 cm. “fortuitamente”, in quanto custodito incautamente nella tasca del suo compagno con il quale aveva ingaggiato una normale colluttazione.
Risale sempre alla scorsa estate il rinvenimento, da parte dell’ufficio “Volanti” di questa Questura, in un appartamento di Via Della Ferrovia, di un vero e proprio “laboratorio” di confezionamento di dosi pronte per gli utenti: nell’appartamento in uso all’uomo gli agenti delle “Volanti” trovarono dosi di cocaina ma anche mannitolo in quantità industriale, rotoli di carta alluminio, strumenti da taglio, forbici ed un frullatore/macinatore professionale.
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