Il Comune più virtuoso, invece, è risultato quello di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro che ha speso 29 euro per abitante contro il fabbisogno standard calcolato al Mef di 607 euro, con una differenza percentuale positiva del 41%.
Seguono Perugia, nell’elenco dei dieci comuni al di sopra dei sessantamila abitanti che hanno registrato gli scostamenti negativi più accentuati nella classifica delle pagelle dei “rimandati”, Brindisi (-29%), Taranto (-25%), Potenza (-24%), Fiumicino (-23%), Salerno (-22%), Lecce (-19%); Venezia (-19%), Viareggio (-19%) e Casoria (-16%).
Dopo Lamezia Terme, fanno parte dell’elenco dei più virtuosi, Giugliano in Campania con +33%, Vicenza (32%), Arezzo (21%), Imola (20%), Forlì (20%), Reggio Calabria (20%), Pescara (16%), Crotone (16%), e Bergamo con il 15%.
Tra i capoluoghi di regione, Torino ha registrato nel 2010 il maggior scostamento positivo (+7%) fra fabbisogno standard e spesa storica effettiva.
Roma ha registrato, invece, un -7% e Milano un +1%. Bologna -5 e Campobasso +15%. Ancona -3 e Firenze -10. Risultato speculare rispetto al capoluogo toscano per Genova che registra un +10%. Nelle “capitali” del sud, Napoli segna il -4% e Bari un +6% e Catanzaro +14%.
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