Perugia. Un’ordinanza sindacale che potrebbe far nascere tensioni sia con i tifosi del Grifo che con i commercianti delle zone interessate. Al centro della polemica, scoppiata in queste ore sui social network, c’è l’avvio di procedimento per la limitazione di vendita e di somministrazione di alcolici in bottiglie di vetro o lattine durante le partite di serie B del Perugia. A colpo d’occhio la proposta potrebbe anche risultare normale e dettata dal buon senso ma, leggendola bene, abbiamo trovaato delle sorprese.
L’ordinanza – Nell’ordinanza, emessa e firmata dal responsabile del procedimento in data 5 settembre, il sindaco vieterebbe in tutta l’area limitrofa dello stadio Renato Curi, la vendita e somministrazione di bevande in bottiglie di vetro o lattine durante le giornate in cui il Perugia gioca in casa, da 6 ore prima fino a 3 ore dopo l’evento sportivo. Ma, leggendo bene, il divieto di vendita e somministrazione di bevanda con graduazione superiore a 5 gradi di volume interesserebbero 6 ore prima e 3 ore dopo la partita. Mosso sicuramente dall’esigenza di mantenere sicurezza e ordine durante le partite di calcio di Serie B, il divieto la cosa ha comunque un pò scombussolato la tifoseria e gli amanti dello stadio che subito hanno sfogato le loro preoccupazioni su Facebook. Il tutto sarebbe già applicabile dalla partita Perugia – Catania in programma il 13 settembre.
Addio anche agli aperitivi – Addio Borghetti, quindi, ma non solo. La questione è anche un’altra. Nell’ordinanza sono specificate tutte le vie in cui verrebbe applicata e non parliamo solo della zona dell’anistadio. Oltre a piazza Umbria Jazz, e quindi tutte le attività del mercato del sabato ad esempio, toccherebbero anche la zona di Santa Lucia e di Ferro di Cavallo, viale Centova, via del Tabacchificio, via Trasimeno e, di conseguenza, tutta quell’area in cui sono nati bar, pizzerie e piadinerie diventati luoghi simbolo della movida dell’aperitivo perugino. Questo vorrebbe dire addio al tanto amato “panino con porchetta e bicchiere di vino” e all’acquisto di bevande alcoliche in tutta la zona interessata al divieto. Per i commercianti che non rispetteranno le regole, le sanzioni sono salate: si arriva fino a 450 euro.
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