Perugia. “Il 2014 può essere considerato l’anno nero per i proprietari immobiliari. A seguito dell’introduzione dell’Imu e, successivamente, della Tasi, la tassazione sugli immobili è passata, a livello nazionale, dai 9 miliardi di euro del 2011 ai quasi 25 miliardi di quest’anno. L’assurdo è che in molti cominciano a rimpiangere la vecchia Ici che, seppure odiosa, era relativamente sostenibile”. Questo il commento di Giacomo Iucci, segretario provinciale dell’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari (Asppi) di Perugia, a un giorno dal termine ultimo, martedì 16 dicembre, dal pagamento di Imu e Tasi senza incorrere in sanzioni.
Le dichiarazioni del segreteario Asppi – “Chi ha avuto l’idea di istituire l’Imu con il decreto legislativo numero 23 del 2011, illudendoci di preservare dal pagamento la prima casa – ha dichiarato Iucci –, ha ottenuto che sulle seconde case siamo a percentuali Imu assolutamente insostenibili. Sulla prima casa si sono inventati la Tasi, che poi non è altro che una Imu mascherata e con minori detrazioni”. “La cosa singolare – ha proseguito Iucci – è che alcuni esponenti politici nazionali denunciano questa insostenibile tassazione del patrimonio immobiliare senza che ciò trovi riscontro e conseguenti atti amministrativi da parte dei loro rappresentanti a livello locale. L’amministrazione comunale di Perugia entrata in carica a metà anno non ha neppure tentato di abbozzare un minimo di politica abitativa, riconducendo le responsabilità alla precedente amministrazione e al governo centrale. Si è, però, impegnata a rivedere la tassazione immobiliare nel 2015, staremo a vedere. Nel frattempo registriamo che a Perugia l’Imu sulle seconde case è al massimo consentito pari al 10,6 per mille, così la Tasi al 3,3 per mille”.
“Nello stesso tempo – ha proseguito Iucci –, evidenziamo una singolare determinazione delle detrazioni sia sull’Imu che sulla Tasi, almeno queste pienamente riconducibili alle responsabilità dell’attuale amministrazione. Per le abitazioni concesse in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, queste sono assimilabili all’abitazione principale a condizione che il comodatario, ovvero chi occupa l’immobile, appartenga ad un nucleo familiare con Isee non superiore a 15mila euro annui. Mentre le detrazioni previste per la Tasi sono fissate a 110 euro per gli immobili con rendita catastale sino a 300 euro e a 70 euro per quelle con rendita catastale oltre 300 e fino a 450 euro. Qual è la logica? O si sceglie un metodo che fissa le detrazioni in base al reddito oppure si individuano le detrazioni in base al valore catastale dell’immobile. Non vorremmo che la doppia modalità sia stata studiata ad arte per penalizzare ulteriormente i piccoli proprietari immobiliari”. “Così come appaiono discutibili – ha aggiunto ancora Iucci – le determinazioni ai fini del pagamento della Tari, ovvero l’attuale tassa rifiuti, che, con la deliberazione del consiglio comunale numero 18 del 22 settembre 2014, prende in considerazione il numero dei componenti del nucleo familiare sia sulla parte fissa, che andrebbe definita con riferimento alla sola superficie dell’immobile, che sulla parte variabile della tariffa. Con il risultato che le famiglie numerose sono ancor più penalizzate”.
“A sottolineare la mancanza di una politica abitativa dignitosa per una città come Perugia – ha concluso Iucci –, è la totale assenza di determinazioni in merito a detrazioni Imu per le abitazioni concesse a canone concordato, sia abitate da famiglie che da studenti universitari”.
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