martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Trova la propria auto bloccata da un furgone ed aggredisce l’autotrasportatore: nei guai imprenditore perugino

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'uomo, un cinquantenne incensurato titolare di un esercizio commerciale di San Sisto, è stato denunciato per "lesioni personali". Nei suoi confronti è scattato anche il ritiro cautelare delle armi che detiene legittimamente in casa.

 
Trova la propria auto bloccata da un furgone ed aggredisce l’autotrasportatore: nei guai imprenditore perugino
Perugia.  Nei giorni scorsi, gli uomini della squadra “Volanti” di Perugia, diretti dal Sostituto Commissario Monica Corneli e coordinati dal capo turno Sovrintendente Alessandro De Piante, hanno proceduto a denunciare, in stato di libertà, un uomo perugino, incensurato, per lesioni personali, in quanto si sarebbe reso responsabile di un’aggressione per futili motivi ai danni di un autotrasportatore rumeno.

Il fatto: come ogni mattina, il trasportatore, regolarmente impiegato presso una ditta che si occupa di ristorazione e catering, nel corso del suo giro di consegne dei pasti alle varie mense della città, si ferma davanti ad una scuola materna di Ponte della Pietra. Davanti al cancello della predetta scuola c’è, ad ostruire il passaggio, un monovolume in divieto di sosta, pertanto l’autista è costretto a lasciare il proprio furgone dietro l’auto ed a trasportare a mano i vari contenitori contenenti i pasti, facendo maggiore fatica.

Una volta ritornato a riprendere il suo mezzo, trova ad attenderlo il conducente dell’auto lasciata in divieto di sosta il quale, anziché scusarsi per aver ostruito il passaggio, gli chiede conto del perché lui avesse parcheggiato dietro di lui, bloccando a sua volta, e per farsi capire in maniera più esplicita gli dà un violentissimo ceffone che gli provoca delle lesioni, per poi allontanarsi.

Singolare il comportamento della donna che accompagna l’aggressore la quale, dopo l’aggressione, lo invita ad allontanarsi alla svelta dal luogo del fatto perché, ricordandogli che in quella scuola c’è il figlio, potrebbero essere facilmente riconosciuti. Immediato l’intervento degli agenti delle “Volanti” i quali non trovano sul posto l’aggressore ma escutono sommariamente la vittima, che viene poi invitata a farsi medicare ed a produrre prontamente la denuncia-querela.

Nel frattempo, sulla base delle prime informazioni assunte brevemente dall’aggredito, i poliziotti avviano una serie di accertamenti volti all’identificazione del violento. Dopo alcune ore, grazie alla prontezza info operativa degli operatori, l’aggressore ha finalmente un’identità: è un cinquantenne incensurato perugino, titolare di un esercizio commerciale di San Sisto.

L’uomo viene individuato, prelevato ed accompagnato in Questura per essere sentito sui fatti contestati, che nega tassativamente riferendo di aver avuto, con la vittima, solo un leggero alterco “verbale”. Le giustificazioni dell’imprenditore, purtroppo, anche a fronte di un referto medico nel frattempo rilasciato alla persona offesa, non sono servite ad evitargli due conseguenze della sua condotta: una denuncia in stato di libertà per “lesioni personali” ed il ritiro cautelare, a norma dell’art. 39 comma 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, delle armi che detiene legittimamente in casa.

Si tratta di una norma, introdotta nel 2013, volta ad evitare, quando in controversie di questo genere sono coinvolti soggetti regolarmente titolari di armi, che questi possano abusarne: l’aggressore, infatti, titolare di un regolare porto d’arma per uso sportivo, ha dovuto consegnare alla Questura il titolo, una pistola “Browning”, un fucile a pompa “Maverick” e diverse munizioni. Sarà la Prefettura, su segnalazione della Questura, ad assumere determinazioni in merito alla possibilità, per il denunciato, di tornare ad esercitarsi al tiro sportivo.

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