Un’Italia in affanno da nord a sud, secondo il Sole 24 Ore, che oggi ha pubblicato un’indagine approfondita sulla tenuta del tessuto economico e sociale del paese negli ultimi sette anni di recessione. Dieci gli indicatori presi in considerazione, tra cui disoccupazione, prestiti, costo degli immobili, spesa per i medicinali e reddito medio pro capite, un vero e proprio indice della “resistenza” alla crisi che vede, tra le città più colpite, proprio Terni, in settima posizione, mentre Perugia si piazza al 58esimo posto. Tra le città che hanno subito il contraccolpo maggiore Viterbo, Latina e Novara mentre quelle che hanno retto meglio sono state Modena, Bolzano e Venezia.
Redditi e immobili – In calo, un po’ ovunque, il reddito pro-capite che dal 2007 al 2013 è diminuito dell’1,8% in media attestandosi su 23.400 euro annui. Raddoppiata invece la disoccupazione che, nel 2013, ha toccato il 12,2% contro il 6,1 del 2007. Aumentano, in generale, i giovani con una laurea in tasca, ma a Terni la percentuale è scesa da 73,5 a 69,2 per cento.
In ribasso anche prezzi di case e immobili commerciali, testimoniati a Perugia dalla lunga di fila cartelli e saracinesche abbassate lungo corso Vannucci e dintorni. Un calo del 20% dei prezzi per affittare una casa da 100 mq in centro e che arriva fino al 35 % nelle zone più periferiche della città. Ma nonostante questo i cartelli rimangono appesi e gli immobili sfitti.
La spesa delle famiglie – Allarmanti anche i dati pubblicati dall’Istat sulla povertà in Italia. Povera o quasi povera circa una famiglia su cinque, con un tasso di incidenza per l’ Umbria del 10,9% nel 2013. Sfiduciati e impoveriti, gli italiani tagliano le spese e si risparmia per necessità. In Umbria negli ultimi 6 anni la spesa media mensile per famiglie è calata del 13,4 per cento passando dai 2.708 euro del 2007 ai 2.345 euro del 2013. Peggio di noi solo Molise (-17,74%) e Calabria (-16,52). Si va meno dal dentista e più dallo psicologo, e si cerca di fare a meno anche del pane. Secondo la Coldiretti nel 2007 si comprava quasi un etto e mezzo di pane a testa mentre oggi appena 98 grammi. Ed è proprio l’Umbria che, insieme a Puglia e Sardegna, è sul podio delle regioni che più di tutte hanno tagliato la spesa alimentare dall’inizio della crisi. Meno 8,6 per la nostra regione nel periodo 2008-2013 per la spesa che assorbe, in media, il 19,5 per cento del budget di una famiglia.
Più magri e più poveri, ci consoliamo con smartphone e pc. Il 93% delle famiglie italiane possiede oggi un cellulare (nel 2007 era l’85%) e in 26 milioni siamo iscritti a Facebook.
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