lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

“U-Savereds: Salva il rosso, difendi la biodiversità”

A Perugia il progetto sulla tutela dello scoiattolo rosso o comune. Intervista esclusiva a Piero Genovesi, responsabile del servizio consulenza in materia faunistica di Ispra.

 
“U-Savereds: Salva il rosso, difendi la biodiversità”
Perugia.  Mantello grigio chiaro, con sfumature rosso-bruno, mezzo chilogrammo di peso complessivo, ottima memoria spaziale, tendenza a scortecciare gli alberi in inverno, quando non va in letargo e continua a cercare semi e frutta secca. Si tratta dello scoiattolo grigio nordamericano. Un animaletto tenero e vivace, che suscita simpatia. Ma che è stato accidentalmente immesso nei parchi e nei boschi italiani a partire dalla metà del secolo scorso. Una specie, quella cui appartiene questo roditore della famiglia degli Sciuridi, ritenuta “invasiva” dagli esperti dell’ambito scientifico e preservazionista, in quanto circoscrive un fenomeno artificiale, a lungo sottovalutato, eppure in grado di avere delle ricadute sull’eco-sistema naturale. Fra queste, la minaccia, in costante crescita, sulla riproduzione dello scoiattolo rosso o, più propriamente, “comune” (la pelliccia di questo suo lontano “cugino”, infatti, non è propriamente rossa, ma di un rosso-bruno), che, a causa di una vera e propria “competizione delle risorse”, rischia di estinguersi anche nel nostro Paese.

“U-Savereds: Salva il rosso, difendi la biodiversità” è il titolo-slogan dell’omonimo progetto, coordinato dall’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, istituito con la legge 133/2008, con modificazioni del D.L. n. 112 del 25 giugno 2008, quale ente pubblico di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente), con la collaborazione della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche, della Regione Lazio, Legambiente Umbria (presieduta da Alessandra Paciotto, che si occupa della comunicazione del progetto) e dell’Istituto OIKOS S.r.l. (un istituto fondato a Milano nel 1996 e che opera in tutta Europa). Dell’operazione specifica coordinata a Perugia da Ispra, capofila del progetto (della durata complessiva di 4 anni: avviato nell’ottobre del 2014, si concluderà indicativamente nell’ottobre del 2018), delle operazioni di eradicazione e contenimento degli esemplari di scoiattolo grigio presenti sul territorio regionale, della tutela dello scoiattolo autoctono, comune, ma anche della professione di zoologo e dello studio biologico degli eco-sistemi e della varietà degli organismi viventi abbiamo parlato con Piero Genovesi, responsabile del servizio consulenza in materia faunistica di Ispra.

Partiremmo dalla definizione della tua professione, quella di zoologo, di studioso del mondo animale nelle sue caratteristiche sistematiche, comportamentali, evolutive: in Italia non esiste un ordine professionale degli zoologi, né un Dipartimento di Zoologia…

“Sono uno zoologo e in Ispra sono il responsabile del Servizio Consulenza Fauna, per cui mi occupo dell’ambito dell’Istituto che supporta le Regioni e i Ministeri in tutti gli aspetti di gestione e conservazione della fauna, dagli interventi di recupero, reintroduzioni, alla caccia, al controllo, anche in relazione ai cinghiali. Coordino, inoltre, un gruppo internazionale che si occupa di specie invasive, quindi di specie importate dall’uomo, come lo scoiattolo grigio americano: spendo le mie competenze in questo ambito sia come responsabile-Ispra, in ambito nazionale, che come responsabile mondiale della UICN (l’Unione Internazionale Conservazione Natura), dando supporto alla Commissione Europea, alle Convenzioni sulla biodiversità, a chi nel mondo si occupa di conservazione su questo tema specifico delle specie invasive. In Italia non solo non esiste un ordine professionale degli zoologi, ma nemmeno un Dipartimento di Zoologia, motivo per il quale proprio in questi giorni ho lanciato un appello online affinché si creasse un corso di laurea in Zoologia. Io mi laureai in Scienze Naturali, molti dei miei colleghi sono laureati in Scienze Biologiche, ed il percorso è simile: la zoologia è una delle branche che si studiano in questi corsi di laurea, mentre per la specializzazione è ancora necessario un percorso post-laurea, partendo magari dalla tesi. Va anche detto che la zoologia circoscrive un ambito molto ampio: noi in Italia abbiamo oltre 50mila specie di animali, gran parte dei quali sono microscopici o invertebrati, quindi molti zoologi si occupano della distinzione di specie diverse e di analizzarne la sistematica. Da parte mia, mi concentro invece su quegli ambiti, forse più visibili sui media e rispetto ai quali il pubblico è più sensibile, che sono legati alla gestione e alla conservazione degli animali più grandi (ad esempio i cinghiali in aree urbane, la conservazione del lupo, dell’orso). Ispra è un istituto che si occupa, nello specifico, di gestione e conservazione, per cui noi interagiamo soprattutto con Regioni, Ministeri, aree protette e ci muoviamo più su un piano applicato, mentre molti zoologi lavorano in ambito accademico. Da parte nostra, siamo invece chiamati a intervenire per la tutela di specie minacciate o di specie per le quali si prevedono piani di contenimento, come nel caso dei cinghiali negli ultimi mesi. Tutti ci occupiamo di ambiti ecologici, cioè di come gli animali interagiscono con il loro ambiente e con l’uomo, il cui prelievo deve essere sostenibile, sempre nel controllo di alcune popolazioni”.

Veniamo ora al progetto “U-Savereds”, letteralmente “Tu salva il rosso”, con chiaro riferimento al colore del mantello dello scoiattolo comune autoctono, e, dunque, a questa operazione specifica che dal 2014 state conducendo come Ispra a Perugia e nel centro Italia: ce ne può parlare in qualità di responsabile del Servizio Consulenza Fauna dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale?

U-Savereds: Salva il rosso – anche se questo aggettivo, riferito allo scoiattolo comune, è un po’ fuorviante, in quanto il mantello di questo animale, in buona parte dell’Appennino, non è propriamente rosso, bensì bruno, quasi nero – è un progetto che Ispra sta coordinando a Perugia, in Umbria, avvalendosi del fondo Life dell’Unione Europea e di un partenariato che include la Regione Umbria, il Comune di Perugia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche, la Regione Lazio, Legambiente Umbria e l’Istituto OIKOS S.r.l., che aveva già seguito un progetto analogo sullo scoiattolo. Mi piace sottolineare l’impegno profuso dagli amici di Legambiente, che hanno il difficile compito di spiegare al pubblico perché si intervenga per controllare una popolazione selvatica. I progetti Life sono essenziali, direi, in Italia, per chi lavora nell’ambito della conservazione della fauna: lo stato di carenza delle risorse che abbiamo viene in qualche modo colmato da questo tipo di finanziamento, consentendo l’attuazione di interventi che altrimenti non potrebbero essere realizzati. Il progetto è finalizzato ad assicurare la tutela dello scoiattolo rosso, o per meglio dire, comune, quello che ha sempre vissuto nei nostri boschi. In Italia abbiamo una sola specie di scoiattolo, che è quello rosso, e che è minacciato dall’introduzione, da parte dell’uomo, prima in Gran Bretagna e poi nel nostro Paese, dello scoiattolo grigio americano. Lo scoiattolo comune, a rischio estinzione, deve quindi essere protetto, sia con misure di contenimento dello scoiattolo grigio americano, che con misure di rimozione ed eradicazione dello stesso”.

Entriamo ancora più nel merito di questo progetto condotto, dal 2015, direttamente sul campo, con l’idea di mappare la presenza dello scoiattolo grigio sul territorio regionale e, quindi, dall’anno corrente, di avviare le cosiddette “operazioni di gestione” e di contenimento di questa specie, al fine di migliorare le condizioni vitali dello scoiattolo rosso: dove state conducendo questa operazione e quali sono gli obiettivi precipui che intendete perseguire?

“Le attività sul campo, che ci consentono di analizzare il grado di diffusione dello scoiattolo grigio in Umbria e, nello specifico, a Perugia, sono state avviate nel 2015 (una mappa interattiva dell’Osservatorio Faunistico Regionale, che, dagli anni Novanta, raccoglie i dati sui vertebrati, mostrando l’indice dei rilevamenti, è disponibile al link: http://usavereds.eu/it_IT/mappaosservatorio/ del sito ufficiale del progetto: http://usavereds.eu/it_IT/ – n.d.r.). Parallelamente si è provveduto, anche con i Partner del progetto, a promuovere una campagna di informazione e di sensibilizzazione della popolazione sull’importanza della difesa della biodiversità e dei vari ecosistemi, minacciati da specie introdotte dall’uomo, e, per questo, invasive. Nell’anno corrente stiamo lavorando alla gestione dell’ampia diffusione dello scoiattolo grigio e al miglioramento delle condizioni di vita dello scoiattolo rosso, anche grazie alla messa a dimora di piante. Il progetto ha voluto quindi accertare dove fosse presente lo scoiattolo grigio, la cui specie è peraltro già diffusamente presente nel centro-Italia: dalla collina dove è presente la Città della Domenica, fino ad aree abbastanza estese del comune. Questa si è rivelata un’operazione propedeutica all’attività di controllo della specie. Lo scoiattolo grigio è presente anche nelle aree fuori città, nelle zone limitrofe boschive: l’intervento si rende necessario sia nelle aree verdi comunali, che, soprattutto, (ed è questo che maggiormente ci preoccupa) nelle aree di bosco fuori città, dove lo scoiattolo può riprodursi con maggiore facilità ed estendersi maggiormente, in quanto incontra un habitat favorevole (nelle zone naturali, quindi, gli effetti potrebbero essere più gravi)”.

Qual è la causa principale di questa minaccia dello scoiattolo rosso? Come mai lo scoiattolo grigio, quale specie invasiva, provoca l’estinzione dello scoiattolo comune?

“Quello delle specie invasive, non solo animali, ma anche vegetali, che l’uomo ha trasportato negli ultimi secoli con la globalizzazione dell’economia, è un problema grave, che ha provocato dei disastri sull’ecosistema. Negli ultimi decenni ci siamo resi conto di quanto questo fenomeno artificiale sia stato sottovalutato: in realtà, uno studio recente ha dimostrato che queste specie invasive rappresentano la prima causa di estinzione delle specie naturali, tanto da avere degli impatti rilevanti. Il caso dello scoiattolo grigio è uno dei più emblematici: l’insediamento dello scoiattolo grigio americano provoca in pochissimo tempo l’estinzione dello scoiattolo comune, per “competizione per le risorse”. Lo scoiattolo grigio, infatti, da un lato, vivendo molto sul terreno, può accumulare riserve di grasso, dall’altro trova le riserve di cibo dello scoiattolo comune (che ha un peso più costante, in quanto vive prevalentemente sugli alberi) e gliele ruba, causando indirettamente una minore possibilità di riproduzione del “rosso”. Questo concatenamento di fattori fa sì che in poco tempo, a volte in un solo anno, lo scoiattolo rosso, in presenza del “grigio”, dimezzi le sue densità, fino ad estinguersi completamente. Questo è un fenomeno che abbiamo osservato in Gran Bretagna e in Irlanda, dove lo scoiattolo grigio è stato introdotto più di un secolo fa: sono stati proprio i colleghi inglesi a lanciare l’allarme. L’Italia è l’unico Paese dell’Europa continentale in cui si è registrata la presenza dello scoiattolo grigio americano”.

Il progetto è ancora in fieri, quindi deduciamo che non ci siano ancora dei dati certi sulla diminuzione della presenza, in Umbria, dello scoiattolo grigio, a seguito dell’estensione di quello rosso: possiamo, però, anticipare qualcosa ai lettori di Perugiaonline, anche in merito alla tutela ambientale e all’individuazione dell’habitat ideale per lo scoiattolo comune?

“I dati elaborati finora non ci permettono di dire di quanto siano calati gli scoiattoli rossi. Disponiamo di dati più robusti per quanto riguarda altre regioni italiane: in Piemonte, ad esempio, la densità dello scoiattolo comune si è dimezzata in pochissimo tempo. Quello che riusciamo a riscontrare per quanto riguarda il comune di Perugia è che c’è stato un forte calo, ma non abbiamo ancora numeri o non possiamo azzardare percentuali circa questa diminuzione. Sappiamo dai dati che conosciamo per operazioni condotte in altri luoghi che, laddove arriva lo scoiattolo grigio, il “rosso” cala progressivamente fino a scomparire, pur incontrando qui in Umbria un ambiente estremamente favorevole alla sua riproduzione (vive benissimo negli ambienti boschivi). Quella dello scoiattolo grigio è una vera e propria “invasione”, che, se non si arresta, dall’Umbria, cuore verde di Italia, potrebbe irradiarsi in tutti i boschi del centro e del sud Italia. Non abbiamo fatto una mappatura dello scoiattolo comune, perché sappiamo che è presente. Per il progetto si è reso necessario attuare la strategia inversa, e cioè capire quanto e dove si fosse espanso lo scoiattolo grigio, che costituisce una minaccia per quello rosso. Un’analisi invertita: in base alla presenza dello scoiattolo grigio, riusciamo a valutare il grado di estinzione di quello comune. Una vera emergenza ambientale. Noi abbiamo nei confronti dell’Europa un obbligo di pronto intervento: l’Europa ha adottato lo scorso anno un regolamento che è vincolante per i Paesi, e che impone, nel caso dell’arrivo di alcune specie invasive, tra cui lo scoiattolo grigio, la rimozione completa, per proteggere la nostra biodiversità. Nel nord-Italia è stato avviato un altro progetto Life, EC-Square, che ha permesso di rimuovere alcune popolazioni di scoiattolo grigio in Lombardia e Liguria e di esercitare un programma di controllo anche in Piemonte. La popolazione dello scoiattolo grigio di Perugia è l’unica del centro e del sud-Italia e pertanto è stato ideato un progetto ad-hoc per il capoluogo umbro. Per concludere, vorrei focalizzare l’attenzione su questa domanda: perché rimuovere scoiattoli grigi? Il motivo per cui un organismo come Ispra si è mobilitato su questo fronte è perché si tratta davvero di un’emergenza ambientale. Se non si arresta questa popolazione, si rischia un impatto gravissimo per tutta Italia. Le motivazioni, quindi, sono esclusivamente di tutela ambientale: per questo si rende necessaria la collaborazione degli abitanti. La rimozione consiste nella cattura degli animali in vivo e nella soppressione con tecniche eutanasiche, senza alcuna sofferenza, con il supporto di veterinari, e, in alcuni casi, nella sterilizzazione degli scoiattoli grigi, che poi vengono rilasciati”.

Tag dell'articolo: , , , , .

COMMENTI ALL'ARTICOLO

DISCLAIMER - La redazione di Perugia Online non effettua alcuna censura dei commenti, i quali sono sottoposti ad approvazione preventiva solo per evitare ingiurie, diffamazioni e qualsiasi altro messaggio che violi le leggi vigenti. Siete pregati di non inserire commenti anonimi e di non ripetere più volte lo stesso commento in attesa di moderazione. Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile civilmente e penalmente del suo contenuto. Perugia Online si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia commento che manifesti toni, espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi. I commenti scritti su Perugia Online vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (IP, E-Mail, etc.). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Perugia Online non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.
Scroll To Top