Si scrive, così, la parola fine ad una partita che da tempo vedeva da un lato la Regione Umbria pronta a investire capitali per mantenere la quota di minoranza in capo agli enti umbri e tutti gli altri soci (Comune e Provincia di Perugia, Comune e Provincia di Terni e Comune di Spoleto) decisi a lasciare perché non in grado a far fronte alla ricapitalizzazione societaria.
A darne notizia è la stessa società con un comunicato stampa ufficiale. Nel suo intervento in assemblea – rende noto il comunicato – la presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha precisato che l’ente sarebbe in grado di far fronte con proprie disponibilità finanziarie all’intervento di ricapitalizzazione alternativo alla cessione del 30 per cento, “nei limiti della quota di propria competenza”.
Marini ha anche evidenziato che a questo sforzo finanziario ne dovrebbero seguire altri, come sottoscrizioni di aumento di capitale sociale o il rilascio di garanzie fideiussorie. Dal dibattito seguito all’intervento della presidente è emersa la valutazione comune – sottolinea la nota di Umbria mobilità – di evitare sforzi finanziari tesi al mantenimento della quota del 30 per cento, destinando invece le corrispondenti risorse al mantenimento o eventuale rafforzamento dei livelli quantitativi e qualitativi del servizio, nonché alla conseguente salvaguardia dei livelli occupazionali.
Da qui la decisione della compagine societaria di cedere la restante quota pubblica in Um. Nella stessa seduta – conclude il comunicato – è stato approvato il bilancio 2013 e nominato il consiglio d’amministrazione della società per la durata di un anno, che è composto da Lucio Caporizzi (presidente) e dai consiglieri Stefano Mazzoni, Delia Adriani, Francesco Longhi e Stefania Nichinonni.
Foto By Armando Allegretti
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