L’intervento del Pd Il consigliere Tommaso Bori ha presentato quest’oggi, a nome del gruppo del Partito Democratico, un ordine del giorno in cui si chiede un impegno forte da parte del sindaco Andrea Romizi e della Giunta sulla vertenza Nestlé-Perugina. “Ormai non c’è più tempo da perdere – sostengono i consiglieri Pd – la situazione è grave ed occorre un cambio di passo da parte dell’amministrazione cittadina. Dichiarazioni rassicuranti, ma prive di fondamento, come quelle fatte da parte di alcuni membri della Giunta nei mesi scorsi non bastano più. Occorre aprire un tavolo su una vertenza che riguarda l’intera città. Auspichiamo che il nostro ordine del giorno – continuano i democratici – venga sottoscritto da tutti i gruppi, sia di maggioranza che di opposizione, che siedono a palazzo dei Priori”.
Stato di agitazione Attualmente i lavoratori della Nestlé sono in stato di agitazione visto che la multinazionale non ha ancora provveduto a presentare il piano industriale. Inoltre, è stata registrata una riduzione dei volumi produttivi che comporterebbe il licenziamento per 300 dipendenti. “Nei mesi precedenti – fa notare il Pd – l’assessore Fioroni a precisa domanda sulla situazione dell’azienda ha risposto: ‘Le informazioni ottenute in realtà ci fanno sperare che la situazione sia meno grave di quanto appare. I dati sulla performance di mercato dei prodotti Perugina nel 2014 non danno un calo dei volumi, anzi, ci dicono che la criticità non è su questo brand. Tanto è vero che all’interno del mercato di Expo i due brand scelti da Nestlé saranno S. Pellegrino e Baci perugina. Certo, un monitoraggio attento va fatto, occorre anche confidare nella politica, che molte aziende stanno facendo, di saturazione degli impianti con produzioni in conto terzi ai fini di realizzare economie di scala. La relazione sindacale tra la dipendente e la Nestlé non ci riguarda – prosegue l’assessore – ma l’impatto sul territorio del destino di Perugina ci interessa. Per ora – conclude – il malato non mi sembra così grave, se dovesse peggiorare, ci sarà tempo per correre ai ripari’”.
Contratti di solidarietà in scadenza La tensione all’interno dell’azienda, però, con il tempo è aumentata a causa del “continuo ricorso ad ammortizzatori sociali, della precarizzazione del personale, dei paventati licenziamenti e della riduzione della produzione. Sono ormai in scadenza – afferma il Pd – i contratti di solidarietà stipulati nel 2013, dunque con sacrificio dei lavoratori che rinunciano a parte dello stipendio per evitare il licenziamento dei colleghi, si è cercato di mettere in sicurezza l’impianto della fabbrica di San Sisto. È stato fatto dopo le occasioni perse nella campagna 2013/14 per ricreare le condizioni di competitività ed efficienza utili a riposizionare la Perugina nel sistema Nestlé Europa”.
Invertire il trend A segnalare la gravità della vicenda nelle scorse settimane erano stati anche i delegati Rsu di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Luca Turcheria, Mirco Mezzasoma e Fabiano Rosini. Il Pd ha quindi chiesto al Comune di intervenire al fine di tutelare i lavoratori. “Se non interverrà una netta inversione di tendenza – spiega – saranno licenziati gran parte dei lavoratori stagionali che sono precari da più di dieci anni contribuivano ad un ciclo di produzione strutturato, pur rappresentandone l’anello più debole. Chiediamo alla Giunta di attivarsi seriamente, non con la superficialità dimostrata negli scorsi mesi, rispetto alla situazione d’emergenza che si registra allo stabilimento della Nestlé-Perugina di San Sisto contro il ridimensionamento ed i licenziamenti in concerto con tutti i livelli istituzionali”.
Il comunicato della Uila Uil “Uniti aumentano le possibilità di trovare la miglior soluzione alla vertenza Nestlè”. Ne è convinto Daniele Marcaccioli segretario di Uila Uil Perugia. “Non v’è dubbio – ha proseguito Marcaccioli – che insieme si è più forti, ma questa volta ci vorrà di più. L’unione di intenti, mostrata durante le assemblee con i lavoratori della Nestlé Perugina dalle tre categorie Fai, Flai e Uila regionali e dalla Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) di stabilimento, dovrà avere il supporto di tutti i lavoratori e contemporaneamente l’appoggio delle confederazioni regionali di Cgil, Cisl e Uil, delle segreterie nazionali di categoria, delle istituzioni, a iniziare dalla presidente della Regione Umbria, delle forze politiche, del Ministero dello sviluppo economico, della città di Perugia e di un’informazione stampata e televisiva puntuale e precisa”.
“La Perugina – ha aggiunto Marcaccioli – non ha mai vissuto un periodo come quello che si prospetta, così complicato e con questo calo di volumi. Anche se, notizia di oggi, sembra che i volumi produttivi tornino a crescere di circa 1,5 tonnellate di tavolette nell’anno in corso e che dovrebbero a breve rientrare i primi stagionali, la situazione resterà difficile. Occorre trovare soluzioni in termini di produzioni”.
Il contratto di solidarietà sottoscritto fra le parti e attuato dal 1 settembre 2014 ha scongiurato, nell’immediato, l’esubero di personale sino al 31 agosto 2016. “In quell’accordo la Nestlé – ha commentato Marcaccioli – si impegnava al rilancio del marchio Perugina in Italia e all’estero, allo sviluppo del sito di San Sisto, a utilizzare a pieno l’articolazione tecnologica dello stabilimento migliorandone l’efficienza operativa. Di tutto ciò, a oggi, si è visto solo un risparmio economico pagato dai lavoratori in solidarietà. Il 9 ottobre in Confindustria a Perugia, alla presenza di Corrado Castrovillari, direttore generale della Divisione dolciari dell’azienda, chiederemo a Nestlé un resoconto su tale accordo”. “Sembra strano – ha proseguito Marcaccioli – ma negli ultimi cinque mesi, le vendite nella grande distribuzione dei grandi marchi, sono schizzate a 22 miliardi di euro. Fra le aziende interessate c’è la Nestlé, con un risultato economico di vendita pari a 618 milioni di euro, ela S.Pellegrino che una strategia sindacale e aziendale lungimirante ha permesso di riportare a livelli eccezionali in Italia e all’estero, nonostante il settore acque abbia vissuto momenti di difficoltà. Questo associando la vendita di due tipologie di acque, così l’una è diventata traino dell’altra. Non so se sia possibile farlo nel dolciario ma qualcosa Nestlè deve studiare e noi abbiamo l’obbligo di spronarla”. “L’ultimo investimento importante a San Sisto – ha ricordato Marcaccioli –, datato primi anni 2000, risale alla linea Forza, nuova tecnologia capace di inserire una crema areata all’interno di un cioccolatino. Poi si è parlato del progetto ‘Confiserie 5 Stelle’, rimasto a uno stato embrionale. I volumi devono tornare a crescere. Oltre al Bacio, dovranno essere tavolette, caramelle e biscotti, oppure produzioni alternative contro stagionali. Si è parlato tantissimo di caffè ma Nestlè ha investito su questo altrove. Nestlé provi a inventare qualcosa, magari cioccolato fatto in Perugina, complementare o succedaneo al caffè, una tazzina modellata, un cucchiaino da associare a ogni confezione di cialde. Se non è caffè che sia altro. Se c’è la volontà politica qualche altra produzione può e deve arrivare a San Sisto. Si investa in pubblicità, marketing e nuove tecnologie. I lavoratori sono pronti, se lo meritano, se lo merita la storia dello stabilimento e della città”.
Nei prossimi giorni la Rsu metterà in piedi un incontro con le segreterie regionali di categoria Fai, Flai e Uila e confederali di Cgil, Cisl e Uil per “pianificare il percorso – ha concluso Marcaccioli – che le porterà ad assumere iniziative per far capire a Nestlè che la Perugina non è solo la storia ma anche il futuro della città e dei lavoratori dello stabilimento di San Sisto”.
Tag dell'articolo: assessore fioroni, consigliere Bori, nestl, PD, Perugia, Perugina, sindaco romizi.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
