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Vicenda Perugina, la quarta commissione approva un ordine del giorno contro “il ridimensionamento dello stabilimento di San Sisto”

Redazione Perugia Online

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Ad aggiornare i consiglieri sulla situazione, in vista dell'importante incontro del 2 marzo con la proprietà, sono stati i rappresentanti delle sigle sindacali presenti in azienda. L'assessore Fioroni: "Prioritario mantenere i livelli occupazionali".

 
Vicenda Perugina, la quarta commissione approva un ordine del giorno contro “il ridimensionamento dello stabilimento di San Sisto”
Perugia.  Ieri pomeriggio la IV Commissione consiliare Cultura approvato all’unanimità l’odg presentato dal Gruppo consiliare del Pd, ma fatto proprio dall’intera commissione dopo alcuni emendamenti, con la richiesta all’amministrazione (testo emendato) a mantenere alto il livello di attenzione rispetto alla situazione di emergenza che si registra allo stabilimento Nestlé-Perugina di San Sisto, in collaborazione con gli altri livelli istituzionali e ad attivarsi contro il ridimensionamento dello stabilimento ed i licenziamenti. L’atto era già stato discusso in commissione lo scorso 25 novembre, ma la votazione era stata rinviata a seguito di un ulteriore confronto tra l’amministrazione comunale e le Rsu aziendali.

A presentare la situazione aggiornata sulla vicenda Nestlé-Perugina sono stati proprio i rappresentanti delle sigle sindacali presenti in azienda, a cominciare da Luca Turcheria della Cgil che, oltre a ricordare che i contratti di solidarietà stipulati nel 2014 sono in scadenza al prossimo agosto 2016, ha sottolineato come la partita vera e propria si giocherà a partire dal prossimo 2 marzo, quando azienda e sindacati si incontreranno nuovamente in Confindustria per conoscere la controproposta di Nestlè rispetto al piano industriale presentato a suo tempo dalle Rsu.

“Su un punto fondamentale del nostro piano – ha precisato Turcheria – mi vorrei soffermare perché è quello da condividere: la Perugina è un’azienda dolciaria e se è vero che il suo core business è il cioccolato e che, tra tutti i prodotti, il brand Bacio è sicuramente quello da sviluppare per rilanciare San Sisto, dall’altro non dimentichiamo che il cioccolato è un prodotto stagionale che non può rappresentare l’unica risposta alla crisi dello stabilimento. Vanno rafforzati anche confiserie, pasticceria e caramelle,  che attualmente vengono prodotti nello stabilimento, per poter contrastare la stagionalità del cioccolato”.

Turcheria ha quindi invitato l’amministrazione e la città a muoversi per far capire alla Nestlé che Perugina non è solo una realtà economica della città, ma anche sociale e simbolica. Un concetto ulteriormente ribadito anche dalla sindacalista Simona Marchesi, per la quale sono necessarie azioni nuove, all’avanguardia come innovativo è stato il piano industriale proposto dalle stesse rsu, azioni che tengano conto del fatto che “Perugina è Perugia, un messaggio forte che gira il mondo”.

A lanciare invece un argomento di riflessione al tavolo è stato Dario Bruschi della Fai Cisl che ha chiesto ai presenti se sia davvero la Nestlé l’azienda giusta per sviluppare la Perugina. La multinazionale, a suo avviso, è disinteressata a investire  e a potenziare altri comparti dell’azienda come la pasticceria e le caramelle, concentrando su san Sito solo il cioccolato. “Ma Perugina –ha detto- non può essere solo tavolette e cioccolatini, non credo che ce lo possiamo permettere. Dobbiamo mantenere la complessità della fabbrica insieme ai posti di lavoro”.

Che la partita vera e propria comincia dal prossimo 2 marzo si è detto convinto anche Daniele Marcaccioli della Uila, per il quale, da quella data, ognuno sarà chiamato davvero a fare la propria parte in difesa dei lavoratori di San Sisto, cercando di mantenere anche le altre produzioni rispetto al solo cioccolato. Ha invitato, invece, a riflettere sulle conseguenze per il territorio di una eventuale dismissione dell’azienda un altro rappresentante della Uila, Palmiro Chiatti, che ha sottolineato come anche per un’amministrazione trovarsi di fronte ad un colosso come Nestlé può non essere facile, ma ciò che conta è muoversi compatti e insieme per amplificare il messaggio, in modo che si arrivi ad una soluzione, come l’esempio di Terni ha dimostrato in parte.

Gli ultimi due interventi delle Rsu Perugina sono stati quelli di Fabiano Rosini della Uila e di Donato Luca della Cisl. Il primo ha sottolineato come il 2 marzo sia solo l’inizio di una partita che ha visto già la Nestlé ridurre in tutta Italia i suoi lavoratori dagli 8.000 di dieci anni fa ai 3.000 di oggi, con una volontà di dismissione generale in tutto il paese per portare la produzione laddove le sacche salariali sono evidentemente più convenienti. Luca ha invece chiuso la serie di interventi, ricordando che se muore la Perugina muore un pezzo di Perugia e che città, azienda e istituzioni possono invece trainarsi a vicenda verso un’altra direzione.

Al termine degli interventi dei rappresentati sindacali ha preso la parola l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni che ha ribadito come l’amministrazione Romizi ponga grandissima attenzione e senso di responsabilità nel seguire da vicino la vicenda Nestlé Perugina. “E’ assodato – ha detto – che la Perugina per il territorio non è solo un brand, ma un modello di innovazione industriale e sociale e che il territorio è cresciuto con essa. Al momento, mantenere i livelli occupazionali così come il patrimonio storico che rappresenta l’azienda per la città è prioritario. Il piano industriale dei sindacati – ha proseguito Fioroni- è un’innovazione nel modo di affrontare le relazioni industriali che dà l’idea a chi vuole investire sul territorio che qui si può ancora scommettere”.

Fioroni ha tenuto anche a sottolineare la continua e costante interazione tra il Comune di Perugia e la Regione dell’Umbria, compatte nel voler dialogare con chi intende investire nello sviluppo del territorio ed ha invitato ad attendere il 2 marzo per poi valutare con lucidità le proposte di Nestlé. Si è quindi aperto il dibattito tra i consiglieri sul tema, a partire dal Presidente della Commissione Michelangelo Felicioni, che ha sostenuto come l’incontro odierno della commissione possa essere considerato una sorta di riscaldamento pre partita, mantenendo la metafora calcistica rispetto alla partita vera e propria del 2 marzo prossimo.

Per Pietrelli, del Movimento 5 Stelle, invece, non si può più aspettare, contrariamente a quanto detto dall’assessore perché c’è già un odg del consiglio votato il 19 gennaio dello scorso anno ed è arrivato il momento che il comune faccia sentire forte la propria voce. Proprio a Pietrelli ha replicato l’assessore, invitando a non fare polemica sulla vicenda e ricordando che da quell’odg del 2015 molte cose si sono mosse, dal tavolo presso il Ministero agli incontri continui con la Regione, alle verifiche costanti sui dati di mercato, facendo prevalere il senso di responsabilità ma tenendo anche conto sempre della presenza di un tavolo delle relazioni industriali avviato.

Anche il capogruppo dei Socialisti Riformisti Arcudi è intervenuto nel dibattito per ribadire, partendo dalla situazione in discussione, ma ricordando anche il caso di Sipa-Saba, che non si può più permettere alle multinazionali di non investire sul territorio. Al contrario, le  grandi aziende straniere devono avere una responsabilità sociale sul territorio. Anche Arcudi ha invitato il sindaco di Perugia ad assumere un ruolo forte in questa vicenda.

Sull’importanza della commissione di oggi per dare testimonianza anche a Nestlé dell’attenzione che l’amministrazione pone sulla vicenda in vista del 2 marzo si è detto convinto il capogruppo di Forza Italia, Massimo Perari che ha anche ribadito come finora non sia mancato l’atteggiamento vigile e interessato sia da parte del comune che della città stessa.

Se Perari si è detto critico nei confronti delle istituzioni che hanno favorito, nella metà degli anni Ottanta, il passaggio dell’azienda a De Benedetti, un passaggio di carattere speculativo che ebbe il benestare delle istituzioni locali, il consigliere di NCD Emanuele Scarponi ha voluto ricordare come già anni indietro la Nestlé avesse manifestato l’intenzione di concentrare a San Sisto la sola produzione di cioccolato e del Bacio in particolare. “Adesso ci troviamo a gestire un’emergenza – ha concluso – per cui, se è vero che va fatto tutto il possibile da parte delle istituzioni per salvare l’azienda e i posti di lavoro, dobbiamo pur essere consapevoli che stiamo gestendo un’emergenza. Il problema avrebbe dovuto essere affrontato anni addietro, quando ci sarebbe stata la possibilità di agire con prospettive future diverse”.

Per il consigliere M5S Giaffreda, infine, non bisogna dimenticare che “l’unica risorsa che possiamo mettere in campo quando si ha a che fare con una multinazionale che sposta fabbriche e lavoratori come pedine del Risiko è il territorio, che si muova compatto e unito”. Al termine del dibattito la consigliera di Forza Italia Claudia Luciani ha invitato il consigliere Bori ad apportare alcuni emendamenti al testo dell’odg, anche alla luce dei vari step della vicenda che ci sono stati nel frattempo e a farne un odg dell’intera commissione. Data l’accettazione della proposta da parte del proponente, la commissione ha votato all’unanimità l’atto emendato come detto.

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